Domenica 05 Set

Parole per il diabete, l'obesità, il cambiamento

Scritto da Natalia Piana Mercoledì 07 Luglio 2010 16:26
Attenzione: apre in una nuova finestra. StampaE-mail

Al C.U.R.I.A.MO. (Centro Universitario di Ricerca Interdipartimentale Attività Motoria, Università di Perugia) accogliamo persone che hanno problemi di obesità e diabete di tipo 2 per intraprendere insieme un percorso di cambiamento e cura attraverso l’attività motoria. Se la malattia, in particolare quella cronica, è esperienza complessa, ancora di più lo è l’educazione del paziente alla cura di sé e al cambiamento dello stile di vita. Gli incontri di gruppo sono tra le proposte che il C.U.R.I.A.MO. offre ai suoi pazienti nei due mesi di frequentazione del centro per aiutarli a mantenere alta la motivazione al cambiamento e rinforzare, rendendoli permanenti, nuovi comportamenti salutari.

Durante i quattro incontri di gruppo previsti, si lavora per far emergere i vissuti e le esperienze personali legate alla malattia e a tutto ciò che significa nella vita quotidiana essere obesi o avere il diabete. Le persone vengono stimolate al racconto di sé e alla condivisione con gli altri attraverso stimoli di narrazione, scrittura, musica, poesia, lettura.
La cura attraverso l’attività fisica in realtà in questi mesi ci ha insegnato che dietro a problematiche più o meno “visibili” quali obesità e diabete, si celano grandi disagi esistenziali. E decidere di prendersi cura di una persona ci porta ad ascoltare anche la sua storia di sofferenza. Per non dare mai per scontato l’altro. Per andare oltre l’apparire e l’apparenza. E come sempre, per sentirsi meno soli e più simili agli altri.
In questo numero ho scelto di usare le parole dei pazienti per raccontarvi cosa siano l’obesità e il diabete (di tipo 2) - nelle loro più evidenti criticità - e come sia possibile, a qualsiasi età, darsi un’altra occasione per cambiare la propria vita.

Il mio rapporto con l’attività fisica è: zero - pessimo - conflittuale - di sacrificio - saltuario - ho incominciato ad avere il fiatone facendo le scale - nei periodi oscuri vengo meno alla volontà - incubo ma non perché non mi piace, anzi, vorrei farne e farne molta, ma non ce la faccio. Faccio fatica a salire le scale, a correre con mio figlio, forse con qualche chilo in meno sarebbe un piacere

Gli ostacoli al cambiamento e alla cura di sé: l’incostanza - i dolori fisici - la poca fiducia nel mio essere costante - la poca tenacia - la pigrizia - gli impegni di lavoro e della famiglia - il rapporto ossessivo con il cibo - la passività - la poca autostima - l’essere debole

Parole per obesità: una condanna - una maledizione - un’ingiustizia sociale - diversità - una colpa che non sento mia - difficile inserimento nei modelli della società di oggi - non trovarti a tuo agio con te stesso - inadeguatezza - non sentirsi bene con gli altri - guardare sempre se chi sta vicino è grasso o magro - una malattia anche se non è considerata tale: chi è malato è compreso, chi è obeso è deriso - è sempre stata per me motivo di vergogna verso me stesso e verso gli altri - handicap fisico - effetto di una tossicodipendenza - mancanza di carattere - una cosa che fa stare male dentro e fuori - fatica e impedimento ai lavori quotidiani - un essermi lasciata andare - un essermi dimenticata lo specchio - non volersi bene -

un nemico da combattere per rinascere in un corpo nuovo - difficile rapporto con il cibo - essere obesi vuol dire non essere accettati da questa società fondata solo sull’immagine- rinuncia a uscire per paura di gente che ride - condiziona tutta la mia vita, le mie giornate, i miei interessi - caos – disarmonia - un dolore sottile che ti pervade e ti opacizza la vita - distruzione fisica, morale del proprio corpo

Parole per il diabete: la fatica di ricordarsi di fare gli stick - disagio per i farmaci - l’emarginazione degli amici seduti a tavola con me - la riflessione davanti a qualsiasi alimento - eseguire gli esami per la glicemia durante la giornata quando sono fuori - fare l’insulina - dover cambiare stile di vita - dover continuamente tenere la glicemia sotto controllo - pensare continuamente alle conseguenze - una malattia subdola - sentirsi diverso - paura delle complicanze - paura di morire - è un pensiero fisso, un’ossessione - rinuncia a vivere serenamente - fine della libertà - privazione - depressione nel rapporto con gli altri - rinuncia ai piaceri della vita


Parole per il cambiamento e la cura di sé: “un passo dopo l’altro, basta mettere un piede dopo l’altro, partire, mettersi in moto e si scopre un mondo di possibilità inaspettate, di potenzialità inespresse. Così è cominciata la mia avventura verso il cambiamento.

Prima tutto sembrava impossibile, l’idea di fare attività fisica era lontana da me quanto lo può essere un pianeta distante e sconosciuto, pensavo che non facesse per me, che fosse per altri, nati con altri geni, più fortunati, più forti, più leggeri.

Ma un giorno mettendomi in moto, superando una soglia che avevo temuto per quarant’anni, ho scoperto, sorprendendomi, che basta partire e appena passa il primo fiato strozzato, la prima palpitazione forte e che fa paura, il primo dolore che sembra assoluto, si è già diventati leggeri, le gambe vanno da sole, il sudore scioglie le emozioni, le libera e ci libera.

Insomma da quel giorno benedetto muovermi è diventato un appuntamento felice, intimo, privato, un momento per pensare a me, al mio corpo e alla mia vita, per tornare dentro di sé e uscirne cambiati, in meglio, con più vigore, motivazioni e autostima. Certo non sempre tutto è andato liscio, dolori al ginocchio, stiramento alla coscia, mal di schiena per avere avuto troppa fretta, mezzi collassi per esser partito dopo un pasto abbondante, ma si può imparare, divertirsi a darsi delle regole che aiutano a stare meglio, a scoprire parti di sé che avevamo negato, sminuito, abbandonato, perso dentro un peso che non ci apparteneva, che era una prigione da cui ci si può liberare.

Queste cose le scrivo, un po’ emozionato, pensando con affetto a tutti gli amici che soffrono di obesità e/o diabete, per dire loro che cambiare si può, meglio farlo insieme agli altri, condividere l’esperienza, mettersi in gioco, un gioco che da adulti può farci riscoprire che la vita può ancora - sempre - sorprenderci”

 

 

Pagina 1 di 8