Le persone si raccontano - Marzo 2011
Scritto da Natalia Piana Martedì 19 Aprile 2011 13:29
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Decidere di usare il microinfusore è una scelta non facile.
Entrano in gioco motivazioni personali, emozioni, modi di pensare e agire la cura di sé, criticità. Lo spazio di questo numero è dedicato a dar voce a più persone che hanno scelto di provare il microinfusore. Sono testimonianze significative e diverse che non cercano risposte ma propongono riflessioni e stili di vita in cui ciascuno potrà più o meno riconoscersi e di cui potrà risuonare rispetto a scelte e sensibilità personali. Le testimonianze sono state raccolte durante una giornata di riflessione proposta dalla Dott.ssa Letizia Tomaselli, medico diabetologo di Catania, ai suoi pazienti con diabete tipo 1 per meglio comprendere la loro esperienza personale nella gestione e nella cura della malattia. Perché ho scelto di portare il microinfusore? “Era tanto forte il desiderio di avere una vita simile ai miei coetanei.” “Non fare più le 4 punture al giorno mi sembrò magnifico.” “Ero a conoscenza dei benefici del microinfusore sulle glicemie e sul miglioramento della vita quotidiana.” “Avevo già una figlia di cinque anni e desideravo un altro figlio.” “Dopo vari inutili tentativi per riportare le glicemie a dei valori quanto meno apprezzabili (sia aumentando le unità di insulina sia le punture giornaliere), abbiamo convenuto insieme alla dottoressa che l’unica possibilità sarebbe stata quella di provare la terapia con il microinfusore.” “Inizialmente l’ho usato perché non riuscivo ad avere un buon compenso.” “La scelta di mettere il microinfusore è maturata pian pianino, all’inizio non ero molto convinta, poi però prendendo informazioni e grazie anche al mio fidanzato che mi ha sempre fatto coraggio mi sono decisa!!” “Perché un giorno vorrei provare la felicità di diventare mamma, e so che con il microinfusore è più facile gestire al meglio questo importante periodo della vita di una donna, riuscendo a gestire meglio le glicemie e a ridurre al massimo i rischi per il bimbo.” “Perché con il microinfusore si riesce a gestire meglio la quotidianità, i ritmi del lavoro, le uscite in pizzeria...” “Dopo il secondo parto ho avuto glicemie più instabili per quattro anni (emoglobina glicata tra 9 e 10), così dopo vari tentativi quali: maggiori controlli glicemici, introduzione dell’insulina, quinta somministrazione, si è giunti alla conclusione che era giunto il momento di provare il microinfusore.” “I vantaggi sono tanti, a cominciare dagli orari, sempre più flessibili o, cosa che mi capitava spesso, il dover mangiare per forza anche quando non hai fame.” Emozioni… “Il microinfusore l’avevano proposto ai miei quando avevo circa 6 anni, era una scatola formato libro tascabile, inserito in pelle con un ago a farfalla... Una bambina di 6 anni con quell’ago inserito in pelle... non è una bella esperienza, infatti per tutto il tempo di prova non ho più parlato con nessuno. I miei genitori hanno declinato l’offerta, perché io nonostante i miei 6 anni ho detto: preferisco le mie punturine.” |
“Ero terrorizzata. L’idea di stare attaccata giorno e notte a una macchina non mi faceva stare bene, ma i malesseri erano così tanti che alla fine (fortunatamente) ho ceduto. Lo vedevo come un’ultima spiaggia alla quale non avrei mai voluto approdare!
Sono riuscita a evitarlo perfino nelle gravidanze, ma quando mi sono resa conto che non avevo altra scelta, mi sono decisa a provarlo, incoraggiata dal fatto che sarei potuta tornare al vecchio metodo in qualunque momento.” “La dottoressa ha dovuto insistere non poco affinché mi decidessi, ma una volta abituata a “Roger” (questo è il nome che gli ho dato), ora non potrei più farne a meno.” “Ho pianto tanto, ma presto mi sono resa conto che questa malattia, se gestita con collaborazione, responsabilità e impegno costante, avrebbe ridotto notevolmente le complicanze prospettate dai medici a ogni diabetico. Così ho accettato questo impegno come una sfida e, grazie anche all’incoraggiamento dei medici e della famiglia, ho sfoderato tutta la mia grinta e il mio coraggio e mi sono buttata in quest’avventura con serenità.” Conflitti e criticità “Come ben sappiamo i benefici sono molteplici, ma io mi soffermavo sui risvolti negativi: ingombro e fastidio perenne (24 h su 24 h) e ripetuti controlli glicemici (5-7 al dì) dipendenza insomma…. Altro che libertà!” “Di contro, e sarei ipocrita a non ammetterlo, ogni giorno combatto con l’irrefrenabile desiderio di staccarmi da questa macchina e di sentirmi nuovamente libera, senza cateteri, aghi, cambi set, ecc. ma fondamentalmente ritornando alle punture non lo sarei mai... quindi...” Vantaggi e benessere “Il microinfusore mi è stato di grande aiuto… e penso che sia una grande invenzione.” “Oggi grazie al microinfusore ho un secondo figlio e una vita più tranquilla perché mi ha permesso di convivere con il diabete in maniera più serena. Penso che non tornerei indietro e che, se dovessi scegliere tra il microinfusore e la terapia tradizionale, sceglierei comunque il microinfusore.” “Il microinfusore è forse l’unica cosa buona che abbia mai fatto per la mia salute e l’unica terapia che mi abbia ridato una parziale serenità.” “Oggi dopo 6 mesi dall’applicazione i miei valori sono migliorati. Molti dei malesseri che avevo prima sono spariti e anche se ho difficoltà e avrò sempre difficoltà ad accettare la mia condizione, consiglio a chiunque soffra di questa patologia di utilizzare il microinfusore...” Per concludere “Rimango sempre dell’opinione che, microinfusore o meno, se non si ha la volontà e la costanza di controllarsi e seguire determinati schemi, non si migliora. Siamo noi che ci complichiamo il nostro stato fisico e mentale. Siamo noi i fautori del nostro futuro, bello o brutto che sia.” |

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