Giovedì 09 Feb

Il racconto dei pazienti: speciale "Io Muovo la Mia Vita"

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Ormai più di un anno fa il Prof. Pierpaolo De Feo mi coinvolse nel progetto “Io Muovo la Mia Vita” per accompagnare con l’approccio narrativo-autobiografico un gruppo di pazienti diabetici tipo 2 e obesi che si apprestava a un lungo anno di movimento e allenamento finalizzato a correre la Maratona di Milano.
È stato un anno intenso, agitato, sudato, un anno che mi ha permesso di raccogliere e scrivere una storia di condivisione, cura, cambiamento.

La partenza:
l’obesità per me è “un disadattamento psicoambientale”, “uno stato fisico che affatica, ti rende goffa e intristisce la qualità della vita”, “fiatone quando si allacciano le scarpe o si fanno le scale”, “il crollo della volontà di controllare se stessi”, “complicare le interazioni con gli altri”, “un lento suicidio”, “una gabbia per il corpo, la mente, lo spirito”.

Il diabete per me è “un disagio”, “una malattia subdola da evitare”, “si deve sconfiggere usando il cervello e molta pazienza”, “l’occasione per cambiare vita, in meglio!”.

L’arrivo:
Sono un fisico e un dirigente d’azienda. Per tanti, troppi anni la testa per me ha prevalso sul corpo, come se il contenitore avesse senso solo per sostenere il contenuto.

Non ho familiarità diabetica e la mia glicemia è stata al limite o leggermente sopra per tanti anni fino a quando, a 54 anni, mi sono ritrovato diabetico conclamato senza nessun sintomo, ovviamente.

 

Ho vissuto l’andare in terapia e il dover dipendere da una pillola come la rivincita del mio corpo trascurato: gli dovevo più rispetto, gli dovevo restituire il suo 50%.

A luglio 2006 il mio medico e amico Vincenzo mi propose di entrare nell’avventura di Io Muovo la Mia Vita, un programma nazionale che, coinvolgendo pazienti diabetici e obesi di tutta Italia assieme ai loro medici curanti, voleva dimostrare i progressi che in ambito terapeutico si possono fare con un accurato e sistematico esercizio fisico.

L’obiettivo: da zero riuscire a correre la Maratona a distanza di un anno. Con l’assistenza tecnica di specialisti ho imparato a correre e a conoscere il mio corpo, il mio limite atletico.

Ho imparato a divertirmi con il sacrificio degli allenamenti settimanali.

La disciplina atletica è diventata disciplina di vita, rispetto del mio corpo e piacere di vedermi con dieci chili in meno. Non prendo più farmaci e il diabete è sotto controllo, senza particolari rinunce alimentari, un compagno di viaggio che non pesa più né sulla testa né sul corpo.

Questa straordinaria storia di cura di Sergio e dei tanti altri compagni di viaggio che con lui sono arrivati alla Maratona è oggi diventata un libro: “Io Muovo la Mia Vita per Combattere Obesità e Diabete.
Una storia di Condivisione, Cura e Cambiamento” a cura di Giannermete Romani, Natalia Piana e Pierpaolo De Feo, Forum Service Editore.

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