Domenica 20 Mag

Le persone si raccontano

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Ho conosciuto Luciano durante il coast-to-coast 2010. Una camminata di 380 km in 13 giorni da mare a mare. Da Ancona a Talamone. Con persone con problemi di diabete e/o obesità. Avvicinarsi a Luciano è stato come il viaggio che abbiamo compiuto, un passo dopo l’altro, in attesa, ascolto, comprensione di ciò che il paesaggio intorno - e l’essere umano nelle sue pieghe - volevano raccontarci e mostrarci di sé. Un viaggio di scoperta e arricchimento. Un viaggio della mente e del cuore. Un viaggio di incontro e avvicinamento all’altro. Di amicizia. Ho chiesto a Luciano - napoletano di 53 anni verace e travolgente come la terra da cui proviene - di raccontarci la sua storia legata al diabete, il significato di un percorso di cura che si fa consapevole e si mette in cammino per aprirsi al cambiamento.

Per cambiare un’abitudine, che così è definita perché è ripetitivamente ripetuta e ripetitiva, deve accadere nella nostra testa qualcosa di epocale.
I cambiamenti sono fondamentali nel caso di malattie invalidanti come il diabete. Ma anche difficili da percepire perché il diabete è la malattia del rinvio, del “…DA DOMANI”.
Da domani inizio la dieta…
Da domani vado in palestra…
Da domani mangio meno dolci…
Da domani non uso più zucchero…
Da domani vado a piedi in ufficio…
Da domani …
Affidiamo tutto alla medicina, al medicinale, al prodotto che dovrebbe renderci la vita uguale a prima. Ed è forse l’immediato utilizzo del medicinale che rende il diabete meno percepibile. Prendi la pillolina e lo zucchero va giù. Prendi l’insulina e la glicemia non schizza più. Ed è sbagliato. Ci permette di non affrontare il problema e rinviarlo a domani, senza comprendere che il domani è in questo caso, dire mai. Allora è necessario cambiare da domani in ora, mò mò, subito. Rimboccarsi le “maniche mentali” e iniziare da piccole cose che possono produrre immediati cambiamenti può alla fine avere l’effetto valanga. Io ho iniziato grazie al mio diabetologo, che mi ha fatto capire, piano piano, l’importanza del cambiamento, rispetto all’uso della medicina. Il cambiamento dello stile di vita come primo medicamento. Abbiamo lavorato sul dimagrimento e sull’introduzione di vera attività fisica. L’inizio è drammatico perché il risultato di ciò che siamo è qualcosa di costruito in anni, decenni di utilizzi e usi errati. Per riparare sarebbe necessario un tempo uguale. Ma non è possibile. E allora soffriamo perché se per un mese ci sottoponiamo a qualche sacrificio, vorremmo che la “mamma vita” ci ripagasse immediatamente con un ritorno a ciò che vogliamo. La famosa dieta della bacchetta magica.
Ma di magico nella vita c’è solo il lento crescere delle cose che seminiamo.
È per questo che io e il mio medico abbiamo stabilito degli obiettivi lontani, quasi alla fine a confondere obiettivi con normalità.
Ma non era ancora sufficiente.
Abbiamo iniziato con la ripresa dell’attività fisica in un corpo che oramai 95enne (nel senso di chili), era divenuto rigido e con problemi muscolari e ossei da 90enne (nel senso di età). E allora per dare un segnale importante e per far capire a cellule, cervello e cuore che le cose dovevano cambiare, ho iniziato a camminare. Lunghe camminate.
Chilometriche.


E dopo la preparazione di un mese, a giugno del 2009 sono partito per Pamplona, diretto a Santiago de Compostela. Da solo. 440 chilometri in 18 giorni effettivi. Ma era solo l’inizio, perché la sera finito di camminare, mangiavo, mangiavo, mangiavo. Ma Santiago è stato l’inizio. Per riprendere fiducia in me stesso.
Per riprendermi la vita. A febbraio del 2010 ho eliminato un disturbo derivante dal riflusso esofageo. E ho dovuto imparare a mangiare piano e lentamente. A masticare il boccone anche fino a 40 volte.
E così, facendo, ho capito a cosa serve la masticazione. È l’atto fondamentale per iniziare a volersi bene. Mangiare lentamente e masticare il boccone almeno 30 volte è il primo passo per perdere peso.
Piano piano si inizierà a perdere peso. Cibi pesanti, grassi e inutili, con la masticazione lenta diventeranno impossibili da mandare giù.
Si cercheranno cibi freschi. Da diabetico ho scoperto il piacere di mangiare la pasta.
Poca ma sempre. Ogni sera. Con verdure, legumi o da sola. Poca ma sempre. E a mangiare le proteine sempre accompagnate da carboidrati.
Ma questi sono gli insegnamenti, tra i tanti, ricevuti durante un’altra camminata. Dall’Adriatico al Tirreno. Da un mare all’altro.
L’idea di un geniale e grande sportivo, uomo di cuore, medico e professore universitario che ha coinvolto tante altre persone come lui. L’idea e la convinzione di mettere a disposizione di chi soffre di diabete una potente medicina.
L’amore per sé stessi nell’iniziare a volersi bene.
E a iniziare o potenziare una attività fisica in maniera sistematica e via via più intensa. Nel far muovere le persone all’esterno per provocare quel rimovimento interno che porti al rafforzamento del cambiamento nascente.
Dicevo, da un mare all’altro. 380 chilometri in 13 giorni. Con 40 persone con problemi metabolici.
E con tanti addetti ai lavori che il lavoro lo vivono quale missione.
Umani. Generosi.
E in questo stato anche la fatica di chi era reduce da un intervento chirurgico significativo, passa in secondo ordine. E non solo si perde peso e si elimina l’insulina, ma si acquisiscono diversi stimoli, fondamentali per la lotta contro la nostra malattia. Il problema è che purtroppo non si possono percorrere 30 chilometri a piedi al giorno, ogni giorno per tutta la vita.
E allora, a quel punto la terapia è un valido medicamento perché è realmente cambiato lo stile di vita e quindi stile di vita e medicine non si combattono più, non sono più antagonisti, ma a braccetto, uno a fianco dell’altro ci aiutano a ottenere e a conservare grandi risultati. Il diabete è una grave e impegnativa patologia. Con la quale dobbiamo sempre fare i conti.
Per sempre.
Cambiare, per curare il diabete, significa iniziare a volerci più bene.
E non è poco.

Il 30 aprile 2011 ci rimetteremo in cammino per la seconda edizione del coast-to-coast.
Chi fosse interessato a saperne di più e a partecipare può consultare il sito del C.U.R.I.A.MO.
Se vuoi scriverci la tua storia legata al diabete l’indirizzo è: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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