Giovedì 09 Set

La figura professionale dell’infermiere in diabetologia: cosa i pazienti possono aspettarsi

Scritto da Rosangela Ghidelli Venerdì 20 Novembre 2009 15:43
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L’infermiere è colui che fa un uso della propria intelligenza pratica nel progetto creativo di cure per individui che vivono in determinate uniche e mutevoli circostanze (D. Orem 1991).
Questa frase, detta da una teorica di scienze infermieristiche, sottolinea che per l’infermiere non è solo importante conoscere “che malattia abbia la persona”, ma soprattutto “che persona ha quella malattia”.

Nella cura del diabete l’infermiere ha quindi un ruolo molto importante. L’esperienza e l’individualità del paziente diventano centrali nel processo di cura e, comunicazione-relazione rivestono un ruolo importante.

Spesso è l’infermiere che ha il rapporto comunicativo più stretto con il paziente e può avere un peso decisivo sulle scelte che la persona farà nel gestire la propria malattia.

Le malattie croniche, tra cui il diabete, hanno fatto cambiare il concetto di salute tanto che essa può essere considerata come uno stato di equilibrio sino a che non si verifichi una ricaduta o una complicanza.

Questo concetto ha obbligato gli operatori sanitari a modificare il proprio modo di lavorare e di relazionarsi con le persone con diabete. La persona deve essere accompagnata nell’arco di tutta la sua esistenza per cui si deve instaurare un’alleanza tra operatore e paziente.

L’infermiere, per sua formazione, oltre che a conoscere la malattia, conoscere le terapie e sapere educare alla salute è preparato a creare solide relazioni umane, non solo con i pazienti ma anche con le loro famiglie e con tutte le figure professionali che ruotano intorno.

Deve sapere ascoltare le persone, instaurare una comunicazione empatica, aprire un dialogo che gli permetta di conoscere i bisogni riguardo la terapia per migliorare la cura acquisendo la piena consapevolezza della propria condizione, ma saper anche individuare gli ostacoli e i pregiudizi che possono interferire con il contratto terapeutico.

Deve conoscere le opinioni e le aspettative dei pazienti riguardo la gestione della malattia per conoscere le difficoltà e gli ostacoli che possono crearsi nell’applicazione del piano assistenziale.

Per superare questi problemi le persone chiedono di ricevere una corretta e completa informazione sulla malattia e sulle complicanze e potersi rendere responsabili di condurre uno stile di vita sano, sempre in rapporto alle proprie possibilità, capacità e bisogni.

L’infermiere deve essere un professionista preparato, capace di gestire gruppi di terapia educazionale in grado di trasmettere conoscenze, capacità e voglia di fare per giungere poi alla consapevolezza del saper essere.

L’operatore infermiere deve saper educare la persona e i familiari a gestire la malattia dando informazioni semplici e chiare tenendo conto delle singole esigenze.

Per raggiungere questa alleanza si deve conoscere la sfera bio-psicosociale della persona e della famiglia, concordare gli obiettivi terapeutici; sapere cosa si intende per “corretta alimentazione”; perché fare attività fisica e quindi verificarne la comprensione su tutto quanto comunicato.

L’educazione alla persona con diabete deve essere una “formazione continua” se si vuole raggiungere la piena autonomia della gestione della malattia. Questo percorso non ha termine, dura per tutta la vita e deve essere ripetuto, aggiustato, riproposto a seconda delle necessità e dei bisogni individuali delle persone.

L’infermiere deve conoscere non solo le aspettative che riguardano l’assistenza medico-infermieristica, ma anche le aspettative che riguardano l’organizzazione del servizio e delle prestazioni erogate.

Le persone chiedono di facilitare le possibilità di accesso, la disponibilità anche telefonica con gli operatori sanitari per completare o chiarire informazioni risultate incomplete o non comprese, la possibilità di accedere direttamente al servizio per fugare dubbi e risolvere piccoli problemi.

Conoscendo queste richieste si può ragionevolmente modificare la nostra organizzazione e migliorare la prestazione erogata.

Gli operatori che lavorano in questo ambito di cronicità necessitano di aggiornamento continuo per mantenere aggiornate le conoscenze, ma soprattutto per ricevere stimoli e suggerimenti per conservare attivo l’interesse e non farsi catturare dalla noia e dalla routine.

Il lavoro di assistenza e cura del paziente diabetico è necessariamente un lavoro di équipe, nel quale ciascuna figura professionale riveste un ruolo importante per il raggiungimento degli obiettivi di qualità e appropriatezza delle cure.

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In molte strutture l’infermiere lavora ancora per compiti:

  • rileva i parametri vitali
  • utilizza strumenti elettromedicali
  • compila l’anagrafica della cartella clinica/ambulatoriale

Deve essere:

  • competente
  • educato
  • dimostrare interesse al cittadino che ha davanti.

Oggi, l’infermiere è l’operatore sanitario responsabile dell’assistenza generale infermieristica che:

  • è preventiva
  • è curativa
  • è palliativa e riabilitativa
  • è relazionale
  • è educativa
  • partecipa all’identificazione dei bisogni di salute
  • identifica i bisogni di assistenza e formula relativi obiettivi
  • pianifica e gestisce l’intervento assistenziale
  • garantisce l’applicazione delle prescrizioni diagnostico-terapeutiche.

Io, infermiere, mi impegno nei tuoi confronti a:

  • presentarmi… e farmi riconoscere
  • sapere chi sei…
  • rispettare il tuo tempo e le tue abitudini
  • individuare i tuoi bisogni di assistenza, condividerli con te
  • insegnarti i comportamenti più idonei per ottimizzare il tuo stato di salute
  • dare risposte chiare e comprensibili
  • garantire competenza, abilità e umanità
  • ascoltare
  • starti vicino…
 

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