Giovedì 09 Feb

La tecnica dell’iniezione dell’insulina

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Dalla scoperta dell’insulina ad oggi gli strumenti usati per la sua somministrazione hanno subito modifiche importanti migliorando di volta in volta la sicurezza, la precisione e l’efficacia terapeutica, ma soprattutto i nuovi mezzi di somministrazione hanno aumentato il grado di accettazione della terapia insulinica da parte della persona con diabete, e quindi l’insegnamento della corretta tecnica di iniezione è un punto fondamentale della terapia del diabete.

Partiamo allora dall’inizio. La conservazione dell’insulina è molto importante.

Essendo l’insulina un ormone a struttura proteica, può degradarsi a causa della temperatura, perciò deve essere conservata correttamente, in quanto temperature troppo basse causano la formazione di cristalli e aggregati e temperature troppo alte diminuiscono l’attività biologica e quindi la sua efficacia.

Devono essere evitate quindi le temperature inferiori a 2°C o maggiori di 30°C.

Le confezioni nuove devono essere tenute in frigorifero, tra i 4 e gli 8°C, nel proprio cartone originale, scegliendo uno scomparto non troppo freddo, come ad esempio quello utilizzato per frutta e verdura: qui possono essere conservate per lungo tempo, rispettando la data di scadenza stampigliata sulla scatola e sui contenitori.

I flaconi, le cartucce (tubofiale) o le penne usa e getta di insulina in utilizzo possono essere tenuti a temperatura ambiente, tra 18 e 25°C e al riparo dalla luce diretta, in quanto l’esposizione ai raggi ultravioletti altera la sua struttura molecolare.

In questo modo si mantengono integri nella funzione per un mese, quindi, se non vengono usati per intero, devono essere eliminati e sostituiti.

La somministrazione dell’insulina avviene per via sottocutanea utilizzando o la siringa o la penna.

Entrambi i metodi sono efficaci, le differenze stanno nella sicurezza, comodità, precisione nella determinazione del dosaggio e semplicità di trasporto.

Anche chi utilizza la penna, è bene che conservi una o due siringhe di scorta, nell’evenienza che si possa verificare un guasto meccanico.

Molto spesso, quando si passa dalla terapia orale alla terapia insulinica, le persone hanno grandi difficoltà ad accettare di “bucarsi” e le penne sono di grande utilità nel far superare questo problema.

Sono facili da usare, sono discrete ed affidabili e l’ago è talmente sottile da essere quasi impercettibile.

Esistono penne ricaricabili e penne usa e getta.

Possono essere utilizzate da tutte le persone, dai bambini agli adulti perché essendo molto maneggevoli ed ergonomiche, in particolare sono di grande aiuto per chi ha problemi di artrosi e per i bambini che hanno necessità di dosaggi a volte molto bassi.

Negli ultimi anni le ditte produttrici di aghi hanno messo in commercio aghi sempre più sottili, più corti ed indolori, usando tecniche sempre più aggiornate per l’affilatura.

Non bisogna però dimenticare di cambiare l’ago ad ogni iniezione, poiché è più facile in questo modo rovinarlo e sentire così dolore con la puntura.

La scelta dell’ago per la penna viene effettuata sulla base della sua lunghezza: più corti per adulti di peso normale o sottopeso o bambini, e vanno inseriti nella sede di iniezione perpendicolarmente alla pelle, più lunghi per adulti obesi.

Quando l’infermiere si accinge ad istruire una persona alla tecnica della somministrazione di insulina deve scegliere un luogo tranquillo, per potere rispondere con calma a tutte le domande che vengono poste, come per esempio quelle riguardanti la paura per il dolore dell’iniezione, le difficoltà nel luogo di lavoro, o altro.

È fondamentale mettere a proprio agio la persona, mostrando tutto quanto serve per una corretta somministrazione, in quanto il soggetto al proprio domicilio dovrà agire in autonomia e in sicurezza.

La tecnica di iniezione dell’insulina con siringa prevede i seguenti passaggi:

  • lavare le mani e preparare il sito di iniezione usando un detergente o le salviettine disinfettanti;
  • controllare sempre l’aspetto dell’insulina.

L’insulina ad azione rapida e gli analoghi lenti sono delle soluzioni e devono essere limpide, incolori, simili all’acqua, mentre le insuline ad azione ritardata, le pre-miscelate e l’analogo protaminato sono sospensioni con un aspetto torbido e vanno ruotate tra i palmi delle mani (flaconi) o vanno ruotate di 180° (cartucce) prima dell’uso sino a quando l’insulina risulta opalescente in modo uniforme;

  • se si usa la siringa, bisogna disinfettare il tappo di gomma del flacone; aspirare nella siringa la quantità di aria corrispondente alle unità da iniettare; iniettare attraverso il tappo di gomma l’aria che è nella siringa e aspirare la quantità di insulina necessaria, eliminando eventuali bollicine d’aria;
  • se si usa la penna monouso, bisogna innanzitutto avvitare l’ago nell’apposito alloggiamento e stapparlo, facendo attenzione a togliere tutti e due i cappucci.

Successivamente va impostata la dose di insulina desiderata ruotando la scala numerica situata all’estremità opposta all’ago e se è la prima volta che viene usata e la confezione è nuova, vanno eliminate alcune unità di insulina (da 5 a 10) per il riempimento dell’ago.

L’iniezione deve esser fatta nel tessuto sottocutaneo, per avere una corretta azione dell’insulina.

Se l’insulina viene iniettata in profondità (es. con una iniezione intramuscolare) l’assorbimento sarà molto più rapido, quindi l’azione sarà meno prevedibile rispetto a quella voluta.

La tecnica:

  • pizzicare la pelle con due dita, introducendo l’ago o a 45° o a 90° (perpendicolare alla cute)
  • contare fino a 10 secondi prima di rimuovere l’ago
  • una volta tolto l’ago si preme sul sito di iniezione senza strofinare, per evitare di mandare in circolo più velocemente l’insulina.

Sedi di iniezione:

  • le braccia sono poco raccomandate per chi si autosomministra l’insulina, non potendo fare il pizzicotto e contemporaneamente eseguire la somministrazione d’insulina; inoltre anche l’azione dell’insulina può essere accelerata dal loro utilizzo;
  • l’addome è una sede molto usata, usando il pizzicotto e tenendo una distanza dall’ombelico di circa 15-20 cm; l’inizio e la durata dell’azione dell’insulina in questa sede risultano più rispettati e più omogenei;
  • le cosce possono essere utilizzate nella zona alta anteriore, non lateralmente, pizzicando la pelle, soprattutto per l’iniezione serale;
  • i glutei vengono utilizzati soprattutto nei bambini, in tutta sicurezza, senza pizzicare la pelle.

È fondamentale ricordare sempre alle persone la rotazione dei siti di inezione, per evitare di creare indurimenti nel sottocute.

 

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