Autocontrollo e terapia insulinica: in comune un ago
Scritto da Rosangela Ghidelli Martedì 28 Luglio 2009 17:24
| Daniel Goleman nel 1999 ha scritto: “Nel mondo del malato, le emozioni regnano sovrane; la paura è lì, a un passo” ed è vero se guardiamo l’espressione dei nostri pazienti cui vengono proposti la terapia insulinica e l’autocontrollo. Spesso è la paura dell’ago e del dolore che si può provare con l’iniezione o con la puntura del polpastrello a creare una barriera e a impedire alla persona di seguire le nostre indicazioni terapeutiche.
L’iniezione di insulina e il monitoraggio della glicemia capillare, infatti, sono da ripetersi più volte al giorno, sia nel caso di diabete tipo 1 che nel diabete tipo 2. Le siringhe da insulina, che devono però sempre essere presenti, vengono sempre di più sostituite con le penne e relativi aghi, molto più comodi e maneggevoli da utilizzare e che soprattutto rappresentano strumenti utilissimi e che migliorano la qualità di vita. L’insulina deve essere iniettata nel tessuto adiposo sottocutaneo, evitando che penetri nel muscolo o nel derma. I siti di iniezione sono: l’addome eccetto l’area circostante l’ombelico, la parte anteriore e laterale delle cosce, i glutei e da ultimo la parte superiore esterna delle braccia, da utilizzare come ultima scelta. L’area ideale è l’addome, dove il grasso sottocutaneo è distribuito in modo più omogeneo e dove la densità dei recettori nervosi è ridotta. Un altro ostacolo da far superare ai pazienti è quello della puntura del polpastrello per effettuare l’autocontrollo domiciliare della glicemia capillare. |
Gli aghi hanno caratteristiche importanti come la triplice affilatura, il trattamento anti-attrito, le pareti ultrasottili per permettere una maggiore capacità di penetrazione e ridurre al minimo il dolore. Sono sterili, apirogeni e atossici.
È fondamentale ricordare che gli aghi devono essere utilizzati una sola volta e devono essere eliminati dopo ogni utilizzo, avendo cura di gettarli in contenitori chiusi e rigidi, in modo da evitare incidenti e punture accidentali. Il pungidito va presentato con tutte le positività che oggi ha acquisito. Gli aghi sono sterilizzati con raggi gamma, sono monouso quindi devono essere cambiati ogni volta che si misura la glicemia. Le persone con diabete devono essere aiutate a modificare il proprio modo di essere, sfruttando al massimo le loro conoscenze ed esperienze, rispondendo positivamente alle difficoltà che incontrano, portandoli all’autostima e facendo accettare i propri limiti, e aiutandoli a controllare le proprie emozioni, anche quelle dolorose e a cercare le possibili soluzioni. “Prima di parlare della tecnica dell’iniezione, abbiamo parlato della sua vita quotidiana, di come passa il tempo. Il non lasciarli mai soli, ascoltarli e dare loro un supporto, li aiuta a essere meno pessimisti, ma soprattutto a renderli protagonisti nella gestione della loro malattia. |

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