Giovedì 09 Set

La prevenzione primaria del piede diabetico

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Sembrerà strano, ma quando una persona con diabete dice d’avere “mal di piedi” sono contenta e vi spiego il perché. Si sa che il dolore è un meccanismo di difesa del nostro organismo, infatti, se un sassolino entra in una scarpa, il piede invia il messaggio di dolore al cervello che subito vi avvisa e vi invita a toglierlo. La neuropatia, che è una delle complicanze del diabete mal controllato, provoca una alterazione delle fibre nervose, impedendo il normale passaggio degli impulsi.

La neuropatia può essere sensitiva, se interessa i nervi che conducono gli impulsi dalla periferia del corpo al cervello, o motoria, se interessa i nervi che comandano la contrazione dei muscoli.
Normalmente la forma sensitiva è quella che colpisce di più i piedi, rendendoli insensibili come quelli di Pinocchio che, avendo i piedi “di legno” se li è bruciati sul camino essendosi addormentato.

Non dico che anche a voi può accadere ciò ma, non “sentendo” male ai piedi molto spesso pensate che tutto proceda bene, ma non è così.
I pericoli sono sempre in agguato... le ustioni, per esempio, che possono essere causate dall’acqua troppo calda (non controllata con il termometro) per i pediluvi o dalle borse dell’acqua calda per riscaldarli; i tagli provocati dalle forbici per tagliare le unghie o da oggetti taglienti dimenticati sul pavimento se si cammina a piedi nudi e tante altre cose.

È una situazione molto pericolosa se non si evitano le cause che possono provocare traumi, ustioni o ostacolo alla circolazione.

Se si adottano semplici regole quotidiane di igiene scrupolosa mirata e di osservazione attenta, si possono ottenere buoni risultati, prevenendo il tanto temuto “piede diabetico”.
È importante conoscerle e applicarle quotidianamente.
Per poter diventare amici dei propri piedi, è bene che loro sappiano che noi li amiamo. Si devono sentire importanti tanto quanto il cuore.

Il primo atto che dobbiamo fare nei loro confronti per “amarli” è osservarli attentamente, tutti i giorni, in modo da poter riconoscere, a prima vista, il loro “umore”.
Gli occhi attenti possono riconoscere variazioni di aspetto, di colore, calli e duroni, screpolature e ulcerazioni. Una accurata osservazione, eseguita davanti a una finestra, con luce diretta, o servendoci di una lampada che illumini completamente il nostro piede, ci permette di scoprire le più piccole lesioni e di intervenire prontamente.

Se abbiamo difficoltà all’ispezione perché la “pancetta” o qualsiasi altra difficoltà al movimento non ce lo consente, è bene premunirsi di uno specchio articolato di plastica o di metallo che possa ingrandire la figura (attenzione ai normali specchi di vetro; romperli e appoggiare il piede nudo sulle schegge... porta male!). Se anche questo stratagemma non fosse possibile, è allora necessario che qualche parente o amico guardi per noi i piedi.

È importante esaminare :

  • la superficie plantare perché su di essa grava tutto il peso del nostro corpo determinando pressioni a volte esagerate che determinano l’insorgenza di ipercheratosi (calli);
  • i calcagni, che molto spesso presentano ispessimenti, duroni e piccoli tagli provocati dalla secchezza della cute o da calzature non idonee quali ciabatte o zoccoli;
  • gli spazi interdigitali che a volte nascondono delle lesioni dovute alla macerazione della pelle provocate da una asciugatura superficiale e frettolosa della parte.
Detto ciò e pensando a quali conseguenze i vostri piedi possono andare incontro per una superficiale attenzione, vi esorto a ispezionare accuratamente i piedi ogni giorno; solo così, regalando 5 minuti della vostra giornata ai vostri piedi, si può attuare una valida prevenzione delle ulcere.

Ma l’ispezione da sola non è sufficiente.
Anche i piedi che non sanno nuotare devono fare... il bagno tutti i giorni e senza fare storie per entrare in acqua.
L’acqua deve essere tiepida (36°) e, per non sbagliarsi, sarà opportuno misurare la temperatura con un termometro da bagno.
Le mamme, quando fanno il bagno ai neonati, sanno che i piccoli hanno la pelle molto delicata e stanno quindi molto attente alla temperatura dell’acqua.
I vostri piedi non sono delicati come quelli dei bambini, ma possono, a causa della neuropatia diabetica, essere diventati insensibili a tal punto da non farvi capire che l’acqua in cui li state immergendo è molto calda; pertanto anche per i vostri piedi come per i neonati è opportuno utilizzare un termometro per essere certi che la temperatura dell’acqua sia quella giusta.

Dopo aver finito il pediluvio, è altrettanto importante asciugare molto bene i piedi in particolare tra un dito e l’altro, per evitare che rimanendo umida la pelle si possa macerare; pertanto è buona norma usare un asciugamano ad alto potere assorbente e non molto spesso per poterlo comodamente passare tra un dito e l’altro.
Il pediluvio non deve durare più di cinque minuti.
Non è quindi necessario premunirsi di giornali o riviste da sfogliare quando ci si accinge a lavare i piedi!

È vero che i duroni e i calli diventano più morbidi quando si lasciano in ammollo per un po’ di tempo, ma è altrettanto vero che la pelle circostante si rammollisce troppo, favorendo l’ingresso di microbi, che sono sempre presenti sulla pelle, quindi possono favorire le infezioni.
Quando la pelle è piuttosto secca (la neuropatia è una delle cause della secchezza della cute), è necessario fare molta attenzione per evitare screpolature, fissurazioni e successive possibili infezioni.
Per ottenere una pelle morbida è opportuno massaggiare delicatamente i piedi con una crema idratante, non grassa, (non usare pomate) una o più volte al giorno, in modo da mantenere la pelle elastica e ben idratata.
Stiamo attenti però a non eccedere nella quantità di crema!
È bene farla assorbire tutta con lievi massaggi, facendo molta attenzione a non lasciarne negli spazi interdigitali per evitare le macerazioni.

A volte la neuropatia può provocare invece una sudorazione molto abbondante, che tende a far macerare la pelle; in questo caso sarà necessario lavare più volte al giorno i piedi, soprattutto d’estate. In questo ultimo caso può essere d’aiuto cospargere i piedi con del talco, permettendo così una più corretta asciugatura facendo però molta attenzione a non lasciarlo accumulare fra le dita. Come vedete, bastano poche cose ma molta attenzione per evitare o allontanare nel tempo il pericolo “piede diabetico”.

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