Autocontrollo e terapia in gravidanza
Scritto da Rosangela Ghidelli Venerdì 08 Luglio 2011 09:23
| La gravidanza è un momento importante della vita della donna ed è fondamentale che venga vissuta nel migliore dei modi. La donna diabetica, sia di tipo 1 sia di tipo 2, che decide di intraprendere questo percorso è bene che inizi a programmarla a partire dal preconcepimento, preparare e pianificare gli obiettivi insieme al team di cura. Avere un buon controllo glicometabolico prima delconcepimento e anche nei primi mesi di gravidanza si è visto che riduce il rischio di malformazioni, di macrosomia (bambino con peso superiore ai 4 kg) e di aborto spontaneo, rendendolo uguale a quello di una popolazione non diabetica. Questo stretto monitoraggio richiede almeno 7–8 controlli di glicemia capillare al giorno per tutti i nove mesi: è un impegno importante, ma la motivazione esistente dietro il desiderio di una gravidanza serena e senza rischi per la mamma e il bambino rende tutto ciò possibile e non gravoso. I controlli necessari sono effettuati prima e dopo i pasti. I controlli notturni dovranno essere eseguiti verso le 3 della mattina perché è proprio in quel periodo che si possono verificare episodi di ipoglicemia, in base al tipo di terapia insulinica impostata. Tutte le mattine, al risveglio, deve essere effettuata la rilevazione della chetonuria (corpi chetonici nelle urine), perché una chetosi presente e prolungata è dannosa per il feto. Tutti i valori ottenuti devono essere scritti diligentemente sul diario, che deve servire alla donna per capire come è il suo andamento metabolico e al medico perché possa insieme a lei ottimizzare la terapia. Per raggiungere e mantenere il buon controllo glicemico si deve seguire una corretta alimentazione ed eseguire correttamente la terapia insulinica prescritta. Se non ci sono controindicazioni, si può effettuare attività fisica aerobica, senza esagerare e se si è già allenati, altrimenti è sufficiente fare solo lunghe passeggiate; è però bene evitarla se si riscontrano livelli di glicemia >250 mg/dL con presenza di chetonuria; si deve usare cautela se si hanno valori glicemici >300 mg/dL senza chetonuria e bisogna assumere una quantità extra di carboidrati se i valori glicemici sono <100 mg/dL. E comunque, prima e dopo l’attività fisica va sempre controllata la glicemia capillare. Nella donna diabetica di tipo 1, l’applicazione del microinfusore (CSII) può sicuramente essere di grande utilità per ottenere gli obiettivi glicemici. Per ottenere i risultati migliori, andrebbe applicato prima del concepimento, in modo che la donna possa effettuare un training adeguato. I medici e gli infermieri possono aiutare la paziente implementando un programma di educazione all’autocontrollo e all’autogestione che deve essere regolarmente rivisto durante tutto l’arco della gravidanza. |
Il diario in questa fase ha un ruolo molto importante perché deve essere “scritto” e “interpretato” dalla donna correttamente, con l’aiuto dei sanitari. Per individuare velocemente i valori anormali (o troppo alti o troppo bassi) si possono usare due colori, che meglio evidenziano i risultati. La registrazione dei dati permette alla paziente di riflettere maggiormente sul suo stato metabolico e sugli eventuali errori da correggere. Avere un andamento costante delle glicemie in questa fase è molto importante, così come è importante capire il perché delle ipo o iperglicemie, correggerle per tempo ed evitarle successivamente. Nel diario, inoltre, è bene indicare l’attività fisica (quale e quanta), la terapia (orario e quantità di insulina somministrata), l’alimentazione (in particolare la quantità di carboidrati assunti) e gli eventi intercorrenti (malattie occasionali). Molto interesse sta suscitando il monitoraggio continuo della glicemia durante la gravidanza perché permette di rilevare costantemente le glicemie, quindi l’andamento del diabete. Il dispositivo più recente ha un trasmettitore fissato al sensore che invia le informazioni a un monitor localizzato a pochi metri. Il sensore misura la glicemia ogni 10 secondi e fornisce la media delle rilevazioni ogni 1–5 minuti (secondo il tipo di dispositivo). I dati che vengono raccolti e analizzati dicono l’andamento della glicemia e avvertono con un certo anticipo la paziente se la glicemia sta raggiungendo la soglia dell’ipo/iper glicemia. Questo strumento dà l’opportunità di “leggere in tempo reale” il valore glicemico; la direzione verso cui la glicemia sta andando, segnalando con appositi allarmi eventuali ipo/iperglicemie. In ogni caso le glicemie lette dal sensore non devono mai essere sostituite dalla rilevazione glicemica fatta con il glucometro che rappresenta sempre lo strumento di riferimento. In qualche caso, il diabete può essere riscontrato durante la gravidanza: è il diabete gestazionale (GDM), che scompare col parto. La diagnosi precoce di GDM è molto importante per il buon esito della gravidanza. Tutto ciò che è stato descritto precedentemente, vale anche per il GDM. La terapia per il GDM è una corretta alimentazione. Anche nel GDM l’esercizio fisico è un valido aiuto. Nel momento in cui non si riescano a raggiungere gli obiettivi glicemici con la terapia nutrizionale, si dovrà iniziare la terapia insulinica. L’autocontrollo deve essere eseguito costantemente e con lo stesso impegno delle donne già diabetiche prima della gravidanza, con rilevazioni della glicemia capillare 4–7 volte al giorno a seconda della terapia in atto (alimentare o insulinica). Per concludere, la gravidanza se ben gestita non rappresenta un problema per la donna diabetica: l’importante è mantenere un corretto e sano stile di vita e avere una grande e precisa attenzione nell’autocontrollo e nella terapia. |

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