Lunedì 06 Set

Gli errori da evitare nella autosomministrazione della terapia e nell'autocontrollo glicemico

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Nei centri antidiabetici gli infermieri durante i momenti di formazione, vi trasmettono tante “cose da fare” che poi, arrivati a casa si dimenticano, a meno che non vengano ripetute più volte e in tempi diversi.
Questa volta vorrei sottolineare le cose che “non si devono fare”.
Molto spesso la sola dieta non consente di raggiungere gli obiettivi terapeutici per cui il medico propone l’assunzione di farmaci antidiabetici orali o insulina.
Il diabetologo deciderà quale farmaco è più idoneo per voi e, se un solo farmaco non dovesse essere sufficiente il medico proporrà l’associazione di più farmaci.
Il rispetto dei tempi di assunzione è molto importante, ricordatevi che ogni farmaco dovrà essere assunto nel tempo giusto, ma sta a voi non commettere errori di autosomministrazione.

Ritardare o anticipare l’assunzione della terapia può compromettere il risultato che si vuole ottenere. Citeremo solo alcuni gruppi di farmaci, quelli più comunemente usati.

I secretagoghi (sulfoniluree di seconda generazione), sono quei farmaci che favoriscono la secrezione dell’insulina e non devono essere assunti subito prima dei pasti, ma almeno 15–30 minuti prima, per permettere al farmaco di agire sul pancreas e aumentare la secrezione di insulina nel momento in cui assumerete del cibo.
Sono farmaci che possono provocare ipoglicemie, quindi è necessario assumere dei carboidrati per evitare spiacevoli situazioni, anche se non si sta bene o non si ha voglia di mangiare.

Le biguanidi (metformina) sono farmaci che favoriscono l’utilizzo del glucosio a livello periferico.
Generalmente la metformina viene proposta a persone obese perché non fa aumentare di peso.
Non provoca ipoglicemie.
È consigliabile non iniziare la terapia a dose piena ma frazionare la terapia nell’arco di più giorni sino a raggiungere la terapia completa prescritta dal diabetologo dopo qualche giorno, per limitare i fastidiosi effetti collaterali gastrointestinali.

Non devono essere assunte prima del pasto, ma durante o subito dopo aver mangiato.
Si suggerisce di evitare l’assunzione di alcol contemporaneamente al trattamento con metformina.

L’acarbose è un inibitore dell’alfa glicosidasi, un farmaco che ritarda la digestione e l’assorbimento degli zuccheri a livello intestinale e per tale meccanismo riduce la glicemia post-prandiale.
Non deve essere assunto lontano dai pasti ma durante il pasto, con il primo boccone.

In caso di fallimento secondario con gli ipoglicemizzanti orali verrà proposta dal diabetologo la terapia insulinica.

È bene conoscere il tipo di insulina, quando si deve somministrare e sapere cosa non si deve fare per evitare le ipoglicemie o iperglicemie.

I tempi di somministrazione sono diversi a seconda del tipo di insulina.
Oggi, le insuline più comunemente usate sono gli analoghi rapidi (lispro e aspart) e gli analoghi lenti (glargine e detemir).

Ricordiamo cosa non si deve fare: iniettare l’analogo rapido e non mangiare subito.

I tempi di somministrazione sono importanti per ottenere l’obiettivo terapeutico ed evitare ipo o iperglicemie.
Gli analoghi lenti normalmente si usano prima di coricarsi e si deve cercare di rispettare l’orario; il medico può spostare l’ora di assunzione in un tempo diverso, a seconda della necessità della persona.

Il flacone, la cartuccia o la penna non devono essere usati oltre un mese dalla data di apertura quindi, dopo tale data il materiale in uso deve essere buttato (quando si inizia un flacone/cartuccia/ penna è bene segnare sullo stesso la data di apertura).

L’insulina in uso non deve essere rimessa in frigorifero e non deve essere messa vicina a fonti di calore.

È necessario ricordarsi di non iniettare l’insulina sempre nello stesso punto, ma cambiare sede ogni volta per evitare le lipodistrofie.

Le sedi da non usare sono: la zona circostante l’ombelico, la zona sotto la cintura dei pantaloni, le zone interne delle braccia e delle cosce.

Una volta somministrata l’insulina non si deve massaggiare come si usa fare con le iniezioni tradizionali, ma si deve solo tamponare per permettere un corretto assorbimento.

Gli aghi sono presidi sterilizzati e sigillati singolarmente per garantire la sterilità e diminuire il dolore.

Non devono essere usati da altre persone; non devono essere usati più di una volta; non si deve mai toccare l’ago con le mani.
Così come per gli aghi anche le siringhe non devono essere riutilizzate.

I farmaci o le insuline prescritti dal diabetologo non devono essere occasione per abbandonare la dieta, che resta, con l’attività fisica, la base principale per ridurre il peso. Le regole del “non fare” ci possono aiutare a migliorare anche nella terapia dietetica.

Quando andiamo a fare la spesa dobbiamo stare attenti a non comprare confezioni grandi; a non portare più soldi di quelli necessari; non esagerare nell’acquisto di pasti pronti; evitare le scorte di cibo.
Non cucinare quando siamo affamati.
Non servire in tavola ma preparare i piatti con le porzioni giuste per i commensali; non fare mai il “bis” dei piatti che amiamo; non rimanere a tavola più del necessario.
Allontanare il cestino del pane e dei grissini.

Se siamo con gli amici in vacanza o siamo invitati, non esageriamo con gli aperitivi, digestivi, alcolici, bevande dolci.

Non fare il pisolino dopo aver pranzato, magari su una comoda e accogliente poltrona.

Ricordiamo che l’autocontrollo deve essere eseguito per permettere di diventare corresponsabili della propria malattia.

La misurazione della glicemia è la chiave per l’autocontrollo ma dobbiamo ricordare che non devono essere misurati solo i valori glicemici di una certa ora della giornata ma più rilevazioni in tempi diversi permetteranno a voi di controllare se avete assunto correttamente la terapia e mantenuto una corretta alimentazione; al medico permetterà di controllare se la terapia prescritta ha dato i risultati attesi.

L’autocontrollo si esegue con i glucometri e per essere certi che lo strumento funzioni sarà bene ricordare gli errori più frequenti nel loro utilizzo: mancata calibrazione (se lo strumento lo richiede); scorretta apposizione della goccia di sangue sulla striscia reattiva; scarsa pulizia e manutenzione del glucometro; uso scorretto delle soluzioni di controllo; uso scorretto delle strisce (tipo di striscia diversa da quello in uso); mancato controllo di scadenza delle strisce; conservazione inappropriata delle strisce reattive; riutilizzo degli aghi pungidito.

Altri errori si rilevano nel comportamento: non lavarsi e non asciugare le mani correttamente; usare sempre le stesse dita per la puntura; non conoscere le norme di prevenzione delle infezioni trasmesse da liquidi biologici (il pungidito deve essere personale); incapacità a gestire i dati rilevati; non compilare il diario; scarsa compliance.

Sono tante le cose da fare, ma tante sono quelle da non fare e forse sono quelle che, se ricordate, ci permetteranno di vivere meglio.



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