Mercoledì 08 Feb

Tecnica dell'autocontrollo per chi fa sport

Scritto da Rosangela Ghidelli Lunedì 02 Gennaio 2012 00:00
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Negli ultimi anni l’uomo ha ridotto notevolmente il movimento e diminuito sempre più il dispendio energetico a favore della sedentarietà. Questo porta molte persone a sviluppare malattie come il diabete, mentre sarebbero sufficienti 150 minuti di attività fisica moderata aerobica alla settimana per ridurre del 58% questo rischio e nello stesso tempo migliorare lo stato di salute.
Nella persona che, invece, ha già sviluppato la malattia diabetica, l’attività fisica è considerata, come l’alimentazione corretta, un cardine della terapia. Infatti fare attività fisica significa:
  • migliorare il controllo glicometabolico
  • ridurre il fabbisogno di insulina o di farmaci
  • ipoglicemizzanti
  • ridurre i fattori di rischio cardiovascolare
  • ridurre l’ipertensione
  • arteriosa lieve
  • migliorare l’ossigenazione dei tessuti, riducendo il grasso viscerale e la resistenza insulinica.
L’attività fisica fa aumentare l’autostima, migliora la relazione con gli altri e porta a un concetto di benessere che aiuta notevolmente la persona con diabete. L’esercizio aerobico è la modalità più sicura e facilmente realizzabile.
Ma quali sono gli esercizi aerobici?
La camminata
Il ciclismo
Il nuoto
La danza
Il pattinaggio
Lo jogging
Lo sci di fondo


Sono sport che tutti possono fare ma, per ottenere dei benefici senza incorrere in scompensi metabolici è necessario misurare la propria glicemia in ogni momento prima, durante e dopo l’attività fisica. Questo permette di modulare la prestazione fisica in modo tale da evitare sia l’ipoglicemia sia la grave iperglicemia.
È necessario perciò controllare i livelli di glicemia e di chetonuria prima e dopo l’attività fisica; astenersi dall’esercizio fisico se la glicemia è superiore a 250 mg/dL e c’è la presenza di chetoni e fare molta attenzione se la glicemia è superiore a 300 mg/dL senza chetoni. È buona abitudine controllare la glicemia capillare 60’, 30’, 10’ prima dell’esercizio fisico e, qualora la glicemia fosse in discesa, sospendere temporaneamente l’attività, assumendo carboidrati a rapido assorbimento. Se al contrario fosse in salita, sospendere ugualmente l’attività e praticare una piccola dose di analogo di insulina ad azione rapida.
Se si misura la glicemia prima di iniziare per esempio un ballo e si riscontra un valore inferiore a 100 mg/dL, è necessario assumere 30 g di carboidrati in modo da affrontare con più tranquillità l’attività. Ma se il periodo del ballo si dovesse prolungare nel tempo è bene assumere 15–30 g di carboidrati ogni mezz’ora per evitare così di incorrere nell’ipoglicemia.
Lo schema riportato può aiutare a ricordare quanto appena detto.



 

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