L'esercizio fisico ci aiuta a essere più intelligenti!
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Quasi 100 anni fa, Jean Ferniot, giornalista e scrittore, scriveva: “Trovo che la passeggiata solitaria, al mattino presto, mi favorisce nel pensare. Improvvisamente, le idee diventano più nitide, le immagini più colorate, i concatenamenti più rigorosi, le parole più saporite. Come se l’intelligenza mi venisse dalle gambe”. Nel corso degli anni numerosi studi scientifici hanno dimostrato una stretta correlazione tra attività fisica e performance cognitiva, tra uno stile di vita attivo e l’efficienza delle funzioni cognitive. Le capacità cognitive sono costituite dall’insieme di competenze e abilità psicologiche e/o mentali utilizzate da ciascuno di noi per realizzare uno o più comportamenti, per rappresentarsi nel proprio ambiente; e in particolare sono rappresentate dalla memoria (a breve e lungo termine), dall’attenzione e concentrazione, dal riconoscimento e dalla comprensione delle informazioni del mondo esterno (percezione), dalla capacità di dare risposte adeguate (ragionamento) e di farsi capire con le parole e le azioni (linguaggio, abilità costruttive e funzioni esecutive), dall’orientamento nello spazio e nel tempo. E l’intelligenza, propriamente detta, di un individuo è il risultato di un utilizzo ottimale delle diverse funzioni cognitive; si sviluppa e si struttura nel corso della vita, fin dalla nascita, e per convenzione si esprime nella vita di tutti i giorni in termini di rendimento (scolastico o lavorativo in base alla fascia di età). Secondo numerosi studi, uno dei fattori ambientali capaci di modulare positivamente l’intelligenza di un individuo è proprio l’esercizio fisico; i suoi benefici sulla funzione cognitiva sono stati dimostrati sia nella fase di crescita, ma anche e soprattutto in età avanzata. Circa 40 anni fa, due autori canadesi, H. Lavallée e R.J. Shepard, hanno valutato per 7 anni più di 500 bambini della scuola primaria studiando l’influenza di un programma di attività fisica, più o meno regolare, integrato al programma scolastico, sullo sviluppo fisico e intellettivo nei bambini. Al termine dello studio è emerso che, contrariamente a quanto comunemente si pensa, i bambini che svolgevano attività fisica strutturata per circa un’ora quotidianamente (ad esempio atletica, basket, pallamano, hockey in palestra, ginnastica, nuoto) pur sacrificando del tempo dedicato allo studio, presentavano un rendimento scolastico pari o migliore in tutte le discipline (in particolare nelle materie matematiche), rispetto ai bambini che dedicavano solo un’ora a settimana alla pratica di attività sportiva. |
Anche in età avanzata l’esercizio fisico si è dimostrato un efficace strumento protettivo nei confronto del (normale) declino cognitivo associato all’invecchiamento; uno stile di vita attivo dopo i 65 anni di età, non solo migliora la performance cognitiva (e in particolare la memoria a breve e lungo termine, la logica e la progettazione, l’attenzione e il linguaggio), ma si è dimostrato anche capace di prevenire e rallentare la comparsa di demenza. Uno studio asiatico ha dimostrato che soggetti anziani abituati a camminare più di 3 km al giorno hanno un rischio di sviluppare demenza inferiore del 40%. Diversi sono i meccanismi chiamati in causa per giustificare il rapporto virtuoso esistente tra attività fisica e funzioni cognitive. Innanzitutto, la pratica regolare di attività fisica riduce il rischio di malattie cardiovascolari (malattie cerebrovascolari, ipertensione arteriosa e diabete mellito), condizioni normalmente associate a una riduzione della funzione cognitiva e riconosciute dalla comunità scientifica come co-fattori determinanti della demenza senile e della malattia di Alzheimer. La pratica di attività fisica inoltre, incrementa la perfusione cerebrale e quindi migliora l’apporto di ossigeno e nutrienti al tessuto cerebrale; una ridotta perfusione cerebrale si associa a una ridotta funzione cognitiva sia in soggetti anziani sani che con malattia di Alzheimer. L’esercizio fisico aumenta la proliferazione delle cellule del tessuto cerebrale (i neuroni) e stimola la produzione di fattori neurotrofici, importanti per la crescita e la sopravvivenza dei neuroni. In studi sperimentali condotti su animali da laboratorio, è stato anche osservato che l’attività fisica si accompagna a riduzione dell’accumulo di prodotti tossici responsabili della neurodegenerazione, tipica della demenza senile e della malattia di Alzheimer. Infine, l’esercizio fisico riduce i livelli di ormoni tipici delle reazioni “da stress” (come ad esempio il cortisolo) e quindi l’esposizione ai loro effetti del tessuto cerebrale. Infine, è bene ricordare che i benefici e i vantaggi derivanti dalla pratica di attività fisica sono più forti ed evidenti se l’abitudine a muoversi si mantiene regolarmente e a lungo, se si pratica attività fisica aerobica di moderata intensità, associata a esercizi di forza e di flessibilità. |
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