Fare movimento... come?
Scritto da Cristina Fatone Martedì 16 Settembre 2008 13:51
| Decisi a praticare regolarmente attività fisica, convinti del fatto che uno stile di vita attivo ci permetta di vivere meglio e più a lungo, la nostra buona volontà potrebbe essere rapita da dubbi e interrogativi che inevitabilmente frenano i nostri buoni propositi.
Bene, in questo e nel prossimo numero, cercheremo di dare una risposta alle più comuni domande che possono venire in mente. È necessario fare dei controlli prima di iniziare a praticare attività fisica regolare? Ma se si ha il diabete da più di 15 anni o si superano i 35 anni di età e magari si decide di iniziare a praticare uno sport in maniera strutturata e con un preciso programma di allenamento, è consigliato valutare alcuni organi. In primis il CUORE: pressione arteriosa, elettrocardiogramma (e magari una prova da sforzo), gli OCCHI, se già sappiamo di avere una retinopatia che potrebbe aggravarsi con gli sforzi e infine i PIEDI che, in presenza di neuropatia, potrebbero essere esposti durante l’attività fisica a sollecitazioni eccessive (microtraumi, scarpe scomode, caldo, sudorazione). Quale attività scegliere? Pur esistendo centri e strutture organizzati per gestire programmi di allenamento strutturato, supervisionato e personalizzato, è possibile muoversi tutti i giorni o quasi, senza abbonarsi a palestre moderne, o per forza dover comprare attrezzature sofisticate. |
L’attività fisica scelta, che può variare in funzione dell’età, deve essere un’attività aerobica, o anche detta di resistenza, podismo, marcia, ciclismo (bici o cyclette), ginnastica, nuoto, sci di fondo, canoa, danza… attività cioè, che possono impegnarci per una o due ore!
E se non è possibile praticare quotidianamente uno sport, sfruttiamo le occasioni che la nostra vita quotidiana ci propone per riuscire a incrementare il nostro livello di movimento. Utilizziamo la forza fisica per svolgere alcune attività domestiche, riprendendo l’abitudine di fare certi lavori “manualmente” (pulire la casa, lavare i piatti, fare il bucato), fare le scale e non prendere l’ascensore, spostarsi preferibilmente a piedi o in bicicletta (o non potendo fare a meno dell’auto, parcheggiare a una certa distanza dal luogo di destinazione e proseguire a piedi), scendere dall’autobus alcune fermate prima dell’arrivo, portare regolarmente a spasso il cane (o magari prenderne uno in affido). Come iniziare quando si parte “da zero”? Bene, la risposta a questa domanda sarà il suo punto di partenza, una piccola prestazione fisica che nel tempo crescerà gradualmente (ad esempio aumentando di 5 minuti ogni 2 settimane il tempo di marcia), per raggiungere un traguardo ben lontano dalle nostre aspettative iniziali (ad esempio un’ora di marcia a passo svelto dopo 6 mesi, senza fatica!!). E questo vale per qualsiasi sport decidiamo di iniziare a praticare: la gradualità e i piccoli incrementi dello sforzo fisico esercitato, sono il “trucchetto” che ci permette di sentirci sempre all’altezza della situazione e di apprezzare personalmente i miglioramenti realizzati nel tempo. |

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