Mercoledì 08 Feb

Fare movimento... come?

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Decisi a praticare regolarmente attività fisica, convinti del fatto che uno stile di vita attivo ci permetta di vivere meglio e più a lungo, la nostra buona volontà potrebbe essere rapita da dubbi e interrogativi che inevitabilmente frenano i nostri buoni propositi.

Bene, in questo e nel prossimo numero, cercheremo di dare una risposta alle più comuni domande che possono venire in mente.

È necessario fare dei controlli prima di iniziare a praticare attività fisica regolare?
Generalmente, “il mettersi in moto”, non modifica gli accordi già presi con il nostro diabete: controllo regolare della glicemia (a digiuno e/o dopo 2 ore dall’inizio dei pasti) e della HbA1c; verifica periodica delle complicanze micro e macroangiopatiche.

Ma se si ha il diabete da più di 15 anni o si superano i 35 anni di età e magari si decide di iniziare a praticare uno sport in maniera strutturata e con un preciso programma di allenamento, è consigliato valutare alcuni organi.

In primis il CUORE: pressione arteriosa, elettrocardiogramma (e magari una prova da sforzo), gli OCCHI, se già sappiamo di avere una retinopatia che potrebbe aggravarsi con gli sforzi e infine i PIEDI che, in presenza di neuropatia, potrebbero essere esposti durante l’attività fisica a sollecitazioni eccessive (microtraumi, scarpe scomode, caldo, sudorazione).

Quale attività scegliere?
È regola fondamentale: l’attività fisica scelta deve essere gradita (deve piacere) e non deve essere vista come un sacrificio; possono anche essere praticate diverse attività, per minimizzare l’aspetto noioso e ripetitivo ed essere più gratificati.

Pur esistendo centri e strutture organizzati per gestire programmi di allenamento strutturato, supervisionato e personalizzato, è possibile muoversi tutti i giorni o quasi, senza abbonarsi a palestre moderne, o per forza dover comprare attrezzature sofisticate.

L’attività fisica scelta, che può variare in funzione dell’età, deve essere un’attività aerobica, o anche detta di resistenza, podismo, marcia, ciclismo (bici o cyclette), ginnastica, nuoto, sci di fondo, canoa, danza… attività cioè, che possono impegnarci per una o due ore!

E se non è possibile praticare quotidianamente uno sport, sfruttiamo le occasioni che la nostra vita quotidiana ci propone per riuscire a incrementare il nostro livello di movimento.

Utilizziamo la forza fisica per svolgere alcune attività domestiche, riprendendo l’abitudine di fare certi lavori “manualmente” (pulire la casa, lavare i piatti, fare il bucato), fare le scale e non prendere l’ascensore, spostarsi preferibilmente a piedi o in bicicletta (o non potendo fare a meno dell’auto, parcheggiare a una certa distanza dal luogo di destinazione e proseguire a piedi), scendere dall’autobus alcune fermate prima dell’arrivo, portare regolarmente a spasso il cane (o magari prenderne uno in affido).

Come iniziare quando si parte “da zero”?
Non ci dobbiamo mai sentire in dovere di eseguire una prestazione da atleti professionisti! Ognuno di noi, all’inizio della sua avventura dovrà chiedersi: quale sforzo massimo posso compiere in questo momento? (esempio: 10 minuti di marcia a passo svelto).

Bene, la risposta a questa domanda sarà il suo punto di partenza, una piccola prestazione fisica che nel tempo crescerà gradualmente (ad esempio aumentando di 5 minuti ogni 2 settimane il tempo di marcia), per raggiungere un traguardo ben lontano dalle nostre aspettative iniziali (ad esempio un’ora di marcia a passo svelto dopo 6 mesi, senza fatica!!).

E questo vale per qualsiasi sport decidiamo di iniziare a praticare: la gradualità e i piccoli incrementi dello sforzo fisico esercitato, sono il “trucchetto” che ci permette di sentirci sempre all’altezza della situazione e di apprezzare personalmente i miglioramenti realizzati nel tempo.

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