Diabete in gravidanza
Scritto da Emanuela Orsi e Daniela Bruttomesso Venerdì 08 Luglio 2011 08:48
Il diabete in gravidanza può essere definito come diabete pre-gestazionale (preesistente alla gravidanza) o come diabete gestazionale (GDM). La maggior parte delle donne con diabete pre-gestazionale ha il diabete di tipo 1 o 2. Il diabete gestazionale, invece, è l’intolleranza agli zuccheri che compare o viene scoperta per la prima volta durante la gravidanza. Esso colpisce il 2–5% delle donne gravide e si manifesta solitamente tra la 26a e la 28a settimana di gestazione. Terapia |
Il rischio si riduce dopo la 22a settimana quando, nella madre, aumenta la resistenza all’insulina. Non sembra che la nausea secondaria alla gravidanza aumenti il rischio di ipoglicemia. Le donne più a rischio di sviluppare un’ipoglicemia severa sono quelle che hanno avuto episodi di ipoglicemia grave nel corso dell’anno precedente, che hanno perso o ridotto i sintomi di ipoglicemia, che soffrono di neuropatia autonomica o che hanno una lunga durata di diabete. Queste donne devono essere ben educate insieme ai loro familiari su come evitare o trattare l’ipoglicemia. Retinopatia diabetica. Una preesistente retinopatia non controindica una gravidanza. D’altra parte, un rapido miglioramento del controllo glicemico potrebbe far peggiorare una retinopatia preesistente, soprattutto se di entità moderata o severa. La terapia laser prima della gravidanza protegge dalla progressione durante la stessa e quindi, ove possibile, andrebbe fatta prima del concepimento. Quando la retinopatia insorge ex novo durante la gravidanza solitamente non è severa e la terapia laser, se richiesta, può essere fatta con sicurezza. La progressione della retinopatia può essere ridotta con il buon controllo pressorio e glicemico. Lo screening per la retinopatia va fatto già nel primo trimestre di gravidanza (se non fatto nei mesi immediatamente precedenti): se risulta negativo il controllo va ripetuto dopo 28 settimane; se, al contrario, evidenzia una retinopatia, l’esame va ripetuto tra la 16a e la 20a settimana. Nelle donne che hanno o sviluppano una retinopatia durante la gravidanza, il follow-up retinico va proseguito per almeno 6 mesi dopo il parto. Nefropatia diabetica. Nella maggior parte delle donne diabetiche che non ha alterata funzione renale prima del concepimento la gravidanza non peggiora la funzione renale. Nelle donne che presentano una nefropatia moderata o grave, la funzione renale può peggiorare, anche se questo peggioramento è solitamente limitato al periodo della gravidanza. Le donne con nefropatia iniziale non sono a rischio di peggioramento della funzione renale, ma di ipertensione, preeclampsia e parto pretermine. Complicanze macrovascolari. In gravidanza c’è un aumentato rischio di infarto miocardico, soprattutto durante il parto. I fattori di rischio per cardiopatia ischemica sono il diabete, l’obesità e l’età avanzata. Pertanto donne con diabete di tipo 1 di lunga durata, donne con diabete di tipo 2 di età avanzata o donne con precedente storia di cardiopatia sono a maggior rischio e devono perciò essere affidate a un cardiologo fin da prima della gravidanza. Obesità. L’obesità è comune tra le donne con diabete di tipo 2 e con diabete gestazionale e sta aumentando anche tra le diabetiche di tipo 1. L’obesità materna aumenta il rischio di mortalità materna e fetale. In particolare l’obesità aumenta il rischio di malformazioni congenite, morte perinatale, preeclampsia, diabete gestazionale, parto cesareo, emorragia post-parto e infezioni. Le madri obese hanno un rischio più elevato di trauma al momento del parto perché hanno feti grossi. Per questo motivo tutte le donne vanno istruite sull’aumento ponderale permesso in gravidanza. In genere la donna non diabetica durante la gravidanza aumenta di 10–12,5 kg (12,5–18 kg se è sottopeso). Se la donna diabetica è in sovrappeso deve ridurre l’introito calorico a 25 kcal/kg/die nel secondo trimestre. Trattamento durante il parto L’iperglicemia materna durante il parto si associa a ipoglicemia nel neonato. Quindi, per ridurre questo rischio, la glicemia della madre durante il parto va tenuta tra 70–140 mg/dL. Subito dopo il parto il fabbisogno insulinico si riduce ai livelli pregravidici. La maggior parte delle donne con diabete gestazionale dopo il parto può sospendere i farmaci che assumeva per ridurre la glicemia. Allattamento L’allattamento materno va incoraggiato. Poiché nelle diabetiche di tipo 1 che allattano aumenta il rischio di ipoglicemia, si consiglia di assumere degli spuntini prima o durante l’allattamento ed eventualmente di ridurre il fabbisogno insulinico. Gli unici antidiabetici orali sicuri durante l’allattamento sono la metformina e la glibenclamide. Sviluppo di diabete di tipo 2 dopo un diabete gestazionale Dopo il parto le donne che hanno avuto diabete gestazionale durante la gravidanza hanno un aumentato rischio di sviluppare diabete di tipo 2, soprattutto se sono obese, hanno avuto un grosso aumento ponderale, hanno familiarità positiva per diabete e se hanno richiesto terapia insulinica durante la gravidanza. Visto questo aumentato rischio di sviluppare diabete di tipo 2 le donne con diabete gestazionale vanno rivalutate 6 settimane dopo il parto e poi annualmente. È importante anche ricordare che esse rischiano di sviluppare di nuovo diabete gestazionale in successive gravidanze. |

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