Domenica 20 Mag

La prevenzione del diabete tipo 2

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La giornata mondiale del diabete si celebra ogni anno il 14 novembre: anche quest’anno, operatori sanitari volontari hanno incontrato nelle piazze italiane la popolazione per spiegare cos’è il diabete e come poterlo scoprire prima che causi i danni propri delle complicanze. Purtroppo ancora oggi, infatti, sono tantissime le persone che vengono ricoverate per infarto cardiaco, ictus o lesioni ai piedi e scoprono di essere diabetiche in queste occasioni: il diabete, quando è già presente ma non dà segno di sé, agisce infatti subdolamente, causando lesioni a diversi organi del corpo.

È importante quindi sapere riconoscere le caratteristiche di chi può sviluppare il diabete nel corso della vita e fare uno screening periodico per diagnosticare precocemente la malattia.
Vediamo a cosa prestare attenzione. Innanzitutto, le persone che hanno un familiare col diabete tipo 2 sono più a rischio di andare incontro alla malattia, soprattutto se sono in sovrappeso o obese, se non praticano attività fisica, se fumano, se hanno la pressione sanguigna elevata e se colesterolo e trigliceridi sono al di sopra della norma.
Sovrappeso e obesità, ipertensione arteriosa, aumento del colesterolo LDL (“cattivo”) e dei trigliceridi, bassi livelli di colesterolo HDL (“buono”), la sedentarietà e, per le donne, avere partorito un figlio con peso maggiore di 4 kg, sono fattori che devono fare accendere una spia a chi ne è affetto, per andare a verificare se non sia presente anche il diabete.
vita sana
Queste persone, anche se si sentono bene, dopo i 40 anni di età devono misurare la glicemia venosa a digiuno e se il valore risulta normale, cioè al disotto di 100 mg/dL, devono ripetere l’esame annualmente. Se invece questo valore risulta al di sopra della soglia indicata, ma al di sotto di 125 mg/dL, si devono fare ulteriori approfondimenti, tra cui il carico orale di glucosio (OGTT).
Questo esame prevede un prelievo di sangue a digiuno per misurare la glicemia e successivamente si deve bere una soluzione che contiene 75 grammi di glucosio.
Dopo due ore viene nuovamente effettuato un prelievo per la glicemia: se quest’ultimo valore è tra 140 e 199 mg/dL si parla di “intolleranza ai carboidrati” mentre se va oltre i 200 mg/dL è già presente il diabete.
In questo caso, il medico prescriverà gli ulteriori esami per valutare il compenso del diabete e per controllare la presenza o meno delle complicanze e, se necessario, imposterà una terapia con i farmaci.
Cosa fare come prima cosa nel caso si scopra un’intolleranza ai carboidrati o il diabete?
I due punti fondamentali sono: curare l’alimentazione e fare attività fisica!
Sono questi i cardini fondamentali per prevenire l’insorgenza di diabete in chi è intollerante ai carboidrati e per curare bene il diabete e prevenire le complicanze.
La Società Italiana di Diabetologia, nel decalogo per la corretta prevenzione del diabete, sottolinea l’importanza di uno stile di vita, sia sul piano alimentare sia fisico nello specifico, quanto più sano e controllato possibile.
È molto importante controllare il peso corporeo, riducendolo o mantenendolo a livelli desiderabili, attraverso un’alimentazione sana come quella mediterranea e una vita attiva, come hanno mostrato i risultati ottenuti da importanti studi scientifici.
Ma quale alimentazione e quale esercizio fisico sono adatti? Le rubriche della nostra rivista tenute dagli esperti in materia spiegano quali sono e come attuarli, senza dimenticare che è importante personalizzare ogni intervento con l’aiuto l’aiuto delle proprie figure sanitarie di riferimento.
Ma non è sufficiente: cambiare le proprie abitudini è molto difficile e faticoso e può essere di grande aiuto leggere le esperienze personali di chi ha già affrontato il problema e vedere quali soluzioni sono state adottate.
E allora… corri anche tu più veloce del diabete: se lo si scopre per tempo, è possibile curarsi bene seguendo un salutare stile di vita e prevenire le complicanze!
vita grama

 

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