Gli obiettivi terapeutici delle persone con diabete
Scritto da Emanuela Orsi Martedì 16 Settembre 2008 11:49
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Il Signor Giovanni va all’appuntamento dal suo diabetologo e porta gli esami che a suo tempo gli erano stati richiesti. Durante la visita, il Signor Giovanni viene pesato e risulta essere ingrassato di 3 kg. Gli esami mostrano i seguenti valori: glicemia 159, emoglobina glicosilata 8.6%, colesterolo 250, colesterolo HDL 30, colesterolo LDL 174, trigliceridi 183. Al termine della visita, il diabetologo dice al Signor Giovanni che bisogna fare qualcosa per raggiungere gli obiettivi terapeutici. Vediamo cosa significa. La storia naturale del diabete mellito è caratterizzata dalla possibile insorgenza di complicanze, che interessano vasi sanguigni e nervi, per cui, come conseguenza, molti organi tendono gradatamente a ridurre la loro funzione, peggiorando lo stato di salute. Una serie di importanti studi, e in particolare quello denominato DCCT, che ha preso in esame il diabete di tipo 1, e un altro detto UKPDS, che è stato condotto in pazienti con diabete di tipo 2, hanno dimostrato che uno stretto controllo della glicemia e di altri parametri metabolici attraverso una terapia intensiva è fondamentale per prevenire le complicanze croniche del diabete. Questi risultati hanno permesso alle Società Scientifiche di scrivere dei documenti di consenso o linee guida, in cui vengono fissati i livelli di glicemia e di emoglobina glicosilata da raggiungere per evitare o ritardare le complicanze, mantenendo un soddisfacente stato di salute e una buona qualità di vita per chi è diabetico. L’emoglobina glicosilata è un utile parametro di controllo perché consente di avere una stima dell’andamento medio delle glicemie negli ultimi 3 mesi. Oltre ai livelli di glicemia e di emoglobina glicosilata, è importante tenere sotto controllo anche altri aspetti, che sono considerati dei fattori di rischio aggiuntivi per le complicanze croniche. I valori di riferimento indicati dalle Società Scientifiche sono riportati nella tabella. |
Sebbene i livelli ottimali e le modalità di controllo dei fattori di rischio siano suggeriti da linee guida nazionali e internazionali, queste debbono essere però adattate alla specifica situazione clinica di ogni persona con diabete. Pertanto, l’obiettivo terapeutico da raggiungere è stabilito dal medico diabetologo, in accordo con la persona con diabete, in sinergia con il medico di medicina generale e gli specialisti dedicati, sulla base delle linee guida e della realtà clinica e quotidiana della singola persona con diabete. È fondamentale però che i medici, gli infermieri, i dietisti e tutti coloro che si occupano di curare il diabete diano alla persona con diabete tutte le informazioni e gli insegnamenti necessari per potere gestire i vari aspetti della malattia, a casa e nella propria realtà quotidiana. Gli obiettivi terapeutici, infatti non potranno essere raggiunti senza la collaborazione della persona col diabete: alla luce di queste considerazioni, si può comprendere ad esempio come la misurazione della glicemia in vari momenti della giornata, che viene effettuata attraverso l’autocontrollo domiciliare della glicemia, sia uno strumento fondamentale per il medico per apportare delle modifiche alle strategie terapeutiche e portare la persona con diabete a un buon controllo del diabete. TABELLA
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