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Una corretta alimentazione è in grado di prevenire lo sviluppo delle malattie cardiovascolari e dei disturbi metabolici e degenerativi più frequenti nel mondo occidentale. È stato dimostrato che una dieta ricca in carboidrati induce ipertrigliceridemia, iperglicemia e iperinsulinemia in pazienti diabetici, ipertrigliceridemici e ipertesi; per tali pazienti, dunque, questo tipo di dieta non sembra essere consigliabile in quanto, mentre migliora alcuni aspetti del quadro metabolico, ne peggiora altri.
Negli ultimi anni, quindi, l’interesse di diversi ricercatori si è rivolto alla ricerca di altre componenti alimentari capaci di influenzare il metabolismo glicidico e dei trigliceridi. Di qui l’interesse per le fibre vegetali.
Per fibra vegetale si intende la parte strutturale delle cellule vegetali che non viene digerita dall’intestino umano. Essa comprende due categorie: le fibre insolubili (cellulosa, alcune emicellulose, lignine), contenute in larga parte nei cereali e in alcune verdure, che sono caratterizzate principalmente dalla capacità di aumentare il volume del contenuto intestinale, di ridurre il tempo di transito intestinale ma sono prive di effetti diretti sul metabolismo dei carboidrati e le fibre solubili (pectine, guar, glucomannano, polisaccaridi di riserva) contenute nei legumi, nella frutta e negli ortaggi, che sono in grado di produrre soluzioni molto viscose e, quindi, modulare la digestione e l’assorbimento dei nutrienti provocando risposte glicemiche e insulinemiche più basse; esse inoltre aumentano l’escrezione fecale di sali biliari pertanto diminuiscono la sintesi epatica di colesterolo.
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Le fibre, non digerite nell’intestino tenue, possono essere fermentate dalla flora batterica intestinale dando luogo a gas e acidi grassi a catena corta (acido acetico, propionico e butirrico) che potrebbero interferire con la sintesi epatica di glucosio e colesterolo.
Infine, bisogna ricordare l’effetto anoressizzante delle fibre solubili che, richiamando acqua a livello dello stomaco, ne provocano la distensione e quindi inducono un prolungato effetto di sazietà. Non è difficile arricchire di fibre la propria dieta; in pratica può essere sufficiente seguire pochi semplici suggerimenti:
- consumare una porzione di legumi almeno 3 volte a settimana;
- consumare ogni giorno una porzione di verdura a pranzo e a cena;
- consumare almeno 3 porzioni di frutta durante la giornata.
Raggiungendo un livello adeguato di fibre alimentari nella dieta si osservano diversi vantaggi metabolici, in particolare nel paziente diabetico:
- riduzione della glicemia e dell’insulinemia;
- riduzione dei livelli plasmatici di colesterolo e anche dei trigliceridi;
- aumento del senso di sazietà e, quindi, più facile controllo del sovrappeso.
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