Giovedì 09 Feb

Quali e quanti carboidrati nella dieta delle persone con diabete?

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I carboidrati (CHO) rappresentano la fonte principale di energia per l’organismo. La quota di CHO raccomandata nella dieta del paziente diabetico può oscillare dal 50% al 60% delle calorie totali a seconda delle preferenze del paziente.

La cosa più importante è che la maggior parte dei carboidrati derivi da alimenti ricchi in carboidrati e fibre e con basso indice glicemico.
Infatti, questo tipo di dieta si è dimostrata la più efficace nel controllo della glicemia, dei livelli plasmatici del colesterolo e degli altri fattori di rischio cardiovascolare.

I CHO rappresentano una classe eterogenea di molecole i cui effetti sulla glicemia possono essere molto diversi.

Dal punto di vista nutrizionale i CHO sono distinti in digeribili (amido, zuccheri ecc.) e non digeribili (fibre vegetali, inulina ecc.) perché non digenovembre 2008 5 riti dagli enzimi intestinali dell’uomo.

Tuttavia, anche quelli non digeribili come le fibre vegetali (in particolare le fibre solubili) hanno importanti benefici metabolici perché grazie alla loro viscosità e alla struttura fisica che conferiscono all’alimento in cui sono presenti, rallentano la digestione dell’amido e l’assorbimento degli zuccheri con un minore incremento della glicemia nel periodo post-prandiale e un minor rischio di ipoglicemia a distanza dal pasto.

Le fibre vegetali solubili, inoltre, abbassano i livelli di colesterolo plasmatico grazie alla loro capacità di legare gli acidi biliari, molecole indispensabili per l’assorbimento intestinale dei grassi alimentari.

Un altro effetto benefico delle fibre è quello di stimolare la crescita della flora batterica colica (effetto prebiotico) che è in grado di fermentare le fibre con la produzione di acidi grassi a corta catena che influenzano il metabolismo dei grassi e del glucosio a livello del fegato.

Gli alimenti ricchi in fibre solubili da utilizzare nella dieta del paziente diabetico sono: legumi, frutta e verdure e vanno preferiti a quelli poveri in fibre (patate, riso, pane bianco ecc.).

L’apporto di fibre alimentari raccomandato è di circa 20 g/1000 kcal/die. La bassa risposta glicemica non è una prerogativa solo degli alimenti ricchi in fibre solubili ma anche di alcuni alimenti amidacei come pasta, gnocchi di patate, riso parboiled ecc.
Per questo motivo negli ultimi anni gli alimenti sono stati classificati in base al loro effetto sulla risposta glicemica in alimenti ad alto, medio e basso indice glicemico (IG).

L’IG degli alimenti esprime il rapporto (espresso in %) tra la risposta glicemica indotta da 50 g di CHO contenuti in ciascun alimento e quella ottenuta dopo l’ingestione di 50 g di CHO di un alimento di riferimento, ad esempio il pane o il glucosio.
L’IG può essere un indicatore utile nella scelta degli alimenti ricchi in carboidrati da inserire nella dieta della persona con il diabete.

Tuttavia, mentre per le persone con diabete di tipo 2 può essere sufficiente preferire alimenti con basso IG e ricchi in fibre senza dover ricorrere a un calcolo preciso della quota di carboidrati da consumare giorno per giorno, per quelli che hanno il diabete di tipo 1, è fondamentale tener conto anche della quantità di carboidrati presenti in ogni singolo pasto.
Queste persone, infatti, dipendono completamente dall’insulina somministrata, e anche piccole variazioni della quantità o del tipo di carboidrati ingeriti possono produrre iperglicemie o ipoglicemie se non si modifica in parallelo anche l’apporto di insulina.

È importante quindi che le persone con diabete di tipo 1 consumino per lo più una quantità di carboidrati costante a ogni pasto, o che abbiano la capacità di variare la quantità di insulina da somministrare in base alla quantità e qualità dei carboidrati del pasto.

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