L’attività fisica è considerata molto importante per la prevenzione e il trattamento della sindrome metabolica, del diabete mellito e delle malattie cardiovascolari. Gli studi d’intervento hanno, infatti, dimostrato che l’attività fisica è in grado di migliorare l’insulino-resistenza, il fattore patogenetico alla base sia della sindrome metabolica sia del diabete tipo 2, e questo miglioramento si associa a una riduzione del peso corporeo, della glicemia e dei lipidi plasmatici, della pressione arteriosa e dell’osteoporosi. L’attività sportiva nel paziente diabetico è opportuna purché sia il più possibile programmata, ripetitiva come frequenza e come quantità di sforzo e commisurata all’età e all’eventuale presenza di complicanze micro e macroangiopatiche. La dieta nel paziente diabetico sportivo deve assicurare: - il raggiungimento e/o il mantenimento del peso corporeo (peso forma)
- un adeguato contenuto proteico l’integrazione dei liquidi ed elettroliti persi attraverso il sudore
- la prevenzione dell’ipoglicemia.
Per lo sportivo dilettante con un dispendio energetico medio, in genere non è necessario incrementare l’apporto calorico. Negli sportivi professionisti è necessario, invece, adeguare l’apporto calorico sulla base del tipo di sport praticato (in genere il dispendio energetico non è inferiore alle 2500–3000 kcal/die). La composizione della dieta raccomandata al diabetico sportivo è simile a quella raccomandata dalla Associazione Europea per lo Studio del Diabete (EASD) per il paziente diabetico in generale.
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È convincimento comune che nella dieta dello sportivo l’apporto proteico debba essere aumentato: ciò non è corretto in quanto introiti superiori a quelli raccomandati vengono escreti nelle urine con effetti di sovraccarico renale. Durante l’attività fisica si ha una produzione di sudore maggiore, che va corretta aumentando l’introito di liquidi. La perdita di elettroliti è, invece, minima perché il sudore ha una osmolarità molto più bassa di quella del plasma. È pertanto sufficiente bere molta acqua e riservare bevande fresche (7–10°C) e zuccherate (5–6% maltodestrine) prima, durante e dopo l’attività sportiva prolungata. In commercio esistono numerosi integratori finalizzati alla supplementazione energetica, proteica e minerale, tuttavia soltanto nei casi di vero e intenso professionismo possono crearsi situazioni in cui si giustifica il loro utilizzo. Nel paziente diabetico in terapia farmacologica con ipoglicemizzanti orali e/o insulina, l’attività fisica aumenta il rischio di ipoglicemie sia durante sia a distanza di ore, per cui è importante controllare la glicemia prima, durante e dopo l’esercizio, soprattutto se l’allenamento dura più di 60 minuti ed è intenso. Durante l’attività fisica, infatti, i muscoli bruciano glucosio e l’insulina funziona meglio, determinando una riduzione della glicemia. Per prevenire le ipoglicemie è consigliabile usare adeguate quantità di carboidrati (bevande e/o cibi solidi) sia a rapido sia a lento assorbimento, prima e dopo l’allenamento sulla base sia della glicemia di partenza sia dell’entità dell’attività fisica (vedi Tabella).
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