Giovedì 09 Set

La sessualità: emozioni, scoperte e vita

Scritto da Marina Trento Martedì 28 Luglio 2009 17:40
Attenzione: apre in una nuova finestra. StampaE-mail
La sessualità è un argomento che interessa tutti e coinvolge molti aspetti della vita di ogni individuo. La persona con il diabete, talvolta, vive la propria sessualità con timore, sia per motivi psicologici (paura del rifiuto) sia per motivi fisici (spesso il diabete è visto come una minaccia alla propria funzione sessuale).
In realtà la maggior parte di questi dubbi e paure possono essere superati dalla conoscenza del problema e, soprattutto, dal giusto approccio psicologico ed emotivo.

Convivere con una malattia implica il riconoscimento di essa.
Questo aspetto può sembrare difficile da accettare, ma può essere il primo passo per capire che cosa ognuno di noi può svolgere nella propria vita affinché possa acquisire una migliore conoscenza di sé e della malattia.

Ignorare le proprie emozioni o non accettarle non aiuta a trovare le soluzioni più adatte per ognuno di noi e nel tempo la nostra insoddisfazione può provocare problemi con altre persone.

Raccontare e poter esprimere le proprie sensazioni, i desideri o i timori è un modo per rendere visibile e dare un nome a quanto sta accadendo.
Se questo non accade il silenzio può apparire agli occhi del partner come una forma di indifferenza. Parlare con il proprio partner aiuta a condividere e vedere con occhi diversi le emozioni e sensazioni provate.

Accettare il dialogo e il confronto è un primo passo verso la possibilità della ricerca di soluzioni per quelle situazioni che ai nostri occhi appaiono un problema.

Un autore scriveva che “nessun uomo è un’isola” e ognuno di noi necessita del confronto e della possibilità di poter dialogare con qualcuno che lo sappia ascoltare e aiutare a trovare soluzioni.

Inoltre cercare un colloquio chiarificatore con la propria èquipe curante può aiutare a riacquistare serenità e dare una dimensione diversa a ciò che appariva irrisolvibile e inaccettabile.
Aver cura di sé può essere di aiuto ad accettare e comprendere i cambiamenti che avvengono nel proprio corpo.

Oltre a riconoscere le modifiche che avvengono è importante scoprire e capire quali sono i nostri desideri, le nostre aspettative e condividerle con il proprio partner con un mutuo e reciproco rispetto.

Imparare a conoscere il proprio corpo

Nell’atto sessuale è il corpo nella sua interezza a essere coinvolto.
Ogni parte del corpo può dare nuove e inaspettate emozioni. Riuscire a cogliere e riconoscere queste nuove emozioni permette di capire la propria intimità.

Insieme al/alla vostra partner provate a chiedervi quali sono i vostri desideri, cosa potete fare per migliorare il vostro rapporto e la vostra intesa.
Fatelo regolarmente, con onestà e reciproco rispetto.

Molte sono le emozioni e i desideri che influenzano la sessualità delle persone.
Se riusciamo a esprimere i nostri desideri e anche le nostre paure, migliori e maggiori sono le nostre possibilità di riuscire a costruire una intesa con il nostro compagno.

Parlando apertamente delle possibili preoccupazioni o desideri con il proprio partner è possibile creare delle buone opportunità al fine di trovare delle soluzioni a vantaggio di entrambi e del vostro rapporto.

Il livello di attività sessuale, sia nelle donne che negli uomini, si modifica con l’età.
Nell’uomo con l’aumentare dell’età le erezioni tendono a diventare meno stabili e potrebbero interrompersi durante il rapporto richiedendo nuove stimolazioni.

Questi cambiamenti sono normali: alcune persone fraintendono questi cambiamenti naturali come segni che la loro vita sessuale volge al termine. Non è così.
Con la dovuta attenzione bisogna capire gli effetti del tempo e imparare a riconoscere i cambiamenti che stanno avvenendo nel corpo.
Bere alcol non è di aiuto.
Forse può ridurre le inibizioni, ma questo non facilita la persona a comprendere e riconoscere i propri reali desideri.
Il fumo è dannoso per l’apparato circolatorio di tutte le persone.

Statisticamente è stato provato che i forti fumatori rischiano l’impotenza più precocemente dei non fumatori.
Smettere di fumare è importante per se stessi e per il proprio benessere.

L’argomento “impotenza” è stato spesso circondato da pregiudizi e dicerie che sicuramente non hanno aiutato e non aiutano ad affrontare il problema nell’eventualità che esista.

Molte persone diabetiche credono che l’impotenza sia inevitabile e al primo piccolo “fallimento”, se mai dovuto a stanchezza o a problemi psicologici, si sentono disorientati e si lasciano travolgere dall’ansia.
È importante che al primo segno di difficoltà in un atto sessuale ci si senta liberi di parlarne con il proprio partner.

Un dialogo sereno all’interno della coppia aiuta a sconfiggere paure e timori che altrimenti potrebbero diventare le basi per “fantasmi di impotenza annunciata”.
Ogni coppia ha il proprio spazio nel quale condividere la propria intimità e costruire le basi per la comprensione reciproca, nel quale inserire i desideri, i sogni, le mete da raggiungere insieme.

Le conoscenze sulle conseguenze del diabete sulla sessualità femminile non sono molte.
Negli ultimi anni i progressi compiuti sono stati modesti.
Gli studi pubblicati non sono riusciti a dimostrare in modo definitivo che il diabete eserciti un effetto negativo sulla sessualità femminile.
La sfera soggettiva è molto complessa ed è difficile separare i numerosi aspetti psicosociali da quelli correlati al diabete.

Gli anticoncezionali

Per le donne è importante poter discutere e individuare con la propria équipe curante e ginecologo il metodo contraccettivo più adatto.
Il diabete di per sé non modifica l’efficacia del metodo scelto.
Il principale scopo della pianificazione familiare nella donna con diabete è la prevenzione di gravidanze non programmate.
La scelta del metodo contraccettivo deve tener conto dell’età, della condizione sociale e familiare della persona e della presenza di complicanze croniche.

La donna deve poter scegliere il contraccettivo in una condizione di tranquillità e serenità scambiando opinioni e riflessioni con il partner e con l’équipe diabetologica al fine di poter essere in grado di fare la scelta migliore e più appropriata per le proprie condizioni di vita.
Le regole e le preoccupazioni che devono essere adottate per la contraccezione non variano nelle donne con diabete rispetto alle donne non diabetiche e la scelta del metodo varia secondo le singole esigenze.

Attualmente diversi studi hanno dimostrato che i nuovi preparati estroprogestinici a scopo contraccettivo nelle donne in età fertile non sembrerebbero avere un effetto sul metabolismo e sul profilo cardiovascolare; tuttavia va posta particolare attenzione alla scelta del contraccettivo nelle donne con un profilo metabolico alterato o che presentino fattori di rischio cardiovascolare.
I metodi attualmente in uso: spirale, profilattico o diaframma e pillola, tralasciando qualunque considerazione di carattere morale e/o religioso, devono essere scelti dopo una attenta valutazione sia del ginecologo sia del diabetologo favorendo un dialogo e confronto aperto con la donna con diabete.

 

Pagina 4 di 8