La sessualità: emozioni, scoperte e vita
Scritto da Marina Trento Martedì 28 Luglio 2009 17:40
| La sessualità è un argomento che interessa tutti e coinvolge molti aspetti della vita di ogni individuo. La persona con il diabete, talvolta, vive la propria sessualità con timore, sia per motivi psicologici (paura del rifiuto) sia per motivi fisici (spesso il diabete è visto come una minaccia alla propria funzione sessuale). In realtà la maggior parte di questi dubbi e paure possono essere superati dalla conoscenza del problema e, soprattutto, dal giusto approccio psicologico ed emotivo. Convivere con una malattia implica il riconoscimento di essa. Ignorare le proprie emozioni o non accettarle non aiuta a trovare le soluzioni più adatte per ognuno di noi e nel tempo la nostra insoddisfazione può provocare problemi con altre persone. Raccontare e poter esprimere le proprie sensazioni, i desideri o i timori è un modo per rendere visibile e dare un nome a quanto sta accadendo. Accettare il dialogo e il confronto è un primo passo verso la possibilità della ricerca di soluzioni per quelle situazioni che ai nostri occhi appaiono un problema. Un autore scriveva che “nessun uomo è un’isola” e ognuno di noi necessita del confronto e della possibilità di poter dialogare con qualcuno che lo sappia ascoltare e aiutare a trovare soluzioni. Inoltre cercare un colloquio chiarificatore con la propria èquipe curante può aiutare a riacquistare serenità e dare una dimensione diversa a ciò che appariva irrisolvibile e inaccettabile. Oltre a riconoscere le modifiche che avvengono è importante scoprire e capire quali sono i nostri desideri, le nostre aspettative e condividerle con il proprio partner con un mutuo e reciproco rispetto. Imparare a conoscere il proprio corpoNell’atto sessuale è il corpo nella sua interezza a essere coinvolto. Insieme al/alla vostra partner provate a chiedervi quali sono i vostri desideri, cosa potete fare per migliorare il vostro rapporto e la vostra intesa. Molte sono le emozioni e i desideri che influenzano la sessualità delle persone. Parlando apertamente delle possibili preoccupazioni o desideri con il proprio partner è possibile creare delle buone opportunità al fine di trovare delle soluzioni a vantaggio di entrambi e del vostro rapporto. Il livello di attività sessuale, sia nelle donne che negli uomini, si modifica con l’età. |
Questi cambiamenti sono normali: alcune persone fraintendono questi cambiamenti naturali come segni che la loro vita sessuale volge al termine. Non è così. Con la dovuta attenzione bisogna capire gli effetti del tempo e imparare a riconoscere i cambiamenti che stanno avvenendo nel corpo. Bere alcol non è di aiuto. Forse può ridurre le inibizioni, ma questo non facilita la persona a comprendere e riconoscere i propri reali desideri. Il fumo è dannoso per l’apparato circolatorio di tutte le persone. Statisticamente è stato provato che i forti fumatori rischiano l’impotenza più precocemente dei non fumatori. L’argomento “impotenza” è stato spesso circondato da pregiudizi e dicerie che sicuramente non hanno aiutato e non aiutano ad affrontare il problema nell’eventualità che esista. Molte persone diabetiche credono che l’impotenza sia inevitabile e al primo piccolo “fallimento”, se mai dovuto a stanchezza o a problemi psicologici, si sentono disorientati e si lasciano travolgere dall’ansia. Un dialogo sereno all’interno della coppia aiuta a sconfiggere paure e timori che altrimenti potrebbero diventare le basi per “fantasmi di impotenza annunciata”. Le conoscenze sulle conseguenze del diabete sulla sessualità femminile non sono molte. Gli anticoncezionaliPer le donne è importante poter discutere e individuare con la propria équipe curante e ginecologo il metodo contraccettivo più adatto. La donna deve poter scegliere il contraccettivo in una condizione di tranquillità e serenità scambiando opinioni e riflessioni con il partner e con l’équipe diabetologica al fine di poter essere in grado di fare la scelta migliore e più appropriata per le proprie condizioni di vita. Attualmente diversi studi hanno dimostrato che i nuovi preparati estroprogestinici a scopo contraccettivo nelle donne in età fertile non sembrerebbero avere un effetto sul metabolismo e sul profilo cardiovascolare; tuttavia va posta particolare attenzione alla scelta del contraccettivo nelle donne con un profilo metabolico alterato o che presentino fattori di rischio cardiovascolare. |

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