| La storia che sto per condividere con i lettori nasce da un lunga attività assistenziale che stiamo svolgendo con le persone con il diabete. Nel corso degli anni abbiamo scoperto che il confronto, il mettere in comune le proprie esperienze, poter discutere dell a quotidianità aiuta a maturare e a crescere.
Ci siamo resi conto che per modificare una condotta di vita è necessario che la persona apprenda nuove strategie, nuove idee, nuovi concetti e sia supportata nel percorso di apprendimento. Il cambiamento a cui si va incontro non avviene in solitudine; il diabete è davvero una malattia sociale, poiché coinvolge non solo molti cittadini, ma interessa i familiari, gli amici. Il vissuto di ciascuna persona deve essere valorizzato e diventare un momento di riflessione utile per imparare. Lo scambio e la condivisione di esperienze aiuta a superare l’ansia. La conoscenza, la capacità di apprendere, i risultati raggiunti diventano stimoli per continuare a migliorare e si può, a nostra volta, essere maestri per altri….. Proprio a tal proposito, Raffaella vuole raccontare la sua storia ed esperienza.
"Ciao a tutti mi chiamo Raffaella e vorrei raccontare la mia esperienza. Sono diabetica da 28 anni, ho il diabete tipo 1 e nonostante all’inizio non abbia accettato la mia malattia, ora con l’aiuto di un team fantastico composto dal mio diabetologo, psicopedagogista, dietisti, infermieri e altre persone le cose vanno meglio. Vi posso raccontare che sono entusiasta di questa iniziativa, anzi sto pian piano imparando aspetti nuovi grazie a delle attività educative che vengono fatte presso il mio centro di diabetologia.
Vi dirò che, tutto ciò, l’ho scoperto per caso e, incuriosendomi, mi sono inserita chiedendo se potevo partecipare a questi corsi (beh!! è anche merito del mio diabetologo). Si tratta di partecipare, quando si viene alla visita con il medico diabetologo, a un gruppo, di almeno 7/8 persone, naturalmente diabetiche con o senza microinfusore e affrontare insieme, con l’aiuto dei diversi operatori dell’ambulatorio, argomenti inerenti il trattamento del diabete.
…Tra l’altro io porto il micro e vi dirò che è fantastico e che a me ha cambiato la vita, ovviamente in meglio (…e pensare che non volevo metterlo!!!). Ho trovato fantastico il fatto che, con altre persone che hanno il diabete come me, ci si possa confrontare, senza paternalismi, raccontandosi le proprie esperienze e quindi scoprire le soluzioni oppure gli errori che facciamo nel quotidiano. Sono delle sessioni capaci di far riflettere. Si parla di tutto: alimentazione, conteggio dei carboidrati, ipo e iper, sport. Si riesce a capire come calcolare le dosi di insulina relativamente all’attività sportiva, a quello che si mangia, calando le situazioni nel quotidiano. In particolare ho osservato che c’è una particolare attenzione nei confronti dei giovani (talvolta ancora preoccupati e spaventati nell’affrontare la malattia). Trovo sia una cosa molto positiva perché a volte le persone con il diabete sanno ben poco del loro diabete e quindi questi incontri sono un motivo in più per poter superare i vari dubbi”
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Cara Raffaella, secondo la tua opinione, qual è l’aiuto che si può fornire a una persona con il diabete?
“… Io ho 50 anni e in tutti questi anni di convivenza con la malattia mi rendo conto che, ora negli ultimi due anni, ho trovato un aiuto.… Per me, poter parlare con altre persone che vivono il diabete come me è un aiuto. Parlare delle nostre esperienze, del nostro quotidiano. Quando iniziai nel 1980 ero spaventata e ignorante in materia... insomma non ne capivo nulla, ma ora grazie a questo team sto vivendo davvero un rapporto amichevole e di fiducia reciproca. Oltre ad affrontare argomenti di carattere tecnico abbiamo la possibilità di capire quello che accade nella vita personale di ciascuno e confrontarci su questo. Sono molto presa da questi incontri di gruppo, devo ringraziare, molto, il mio diabetologo che mi ha proposto di partecipare”
A questo punto, cara Raffaella, sono io che ti ringrazio. Dobbiamo spiegare, ai lettori, un aspetto importante: Raffaella è una donna di 50 anni che ha il diabete da 28 e ci sta aiutando nel percorso educativo: partecipa ai gruppi e facilita i dialoghi all’interno del team. La sua presenza è diventata uno stimolo, la sua positività nei confronti della vita e del diabete è diventata un esempio per altre persone con il diabete.
“Questa attività, che ormai si svolge da anni, è utile, vi partecipo volentieri perché mi coinvolge molto; cerco anche con le mie esperienze di riuscire a coinvolgere i giovani diabetici e metterli a loro agio. Spero che anche gli altri servizi di diabetologia possano prendere spunto e quindi anche loro cominciare a realizzare queste attività, aiutando a far capire al personale (medici, infermieri, dietisti) come si vive con il diabete e come è fatta la giornata di una persona con il diabete. La vita è fatta di piccoli momenti….
Non so se sono stata convincente, ma per quanto mi riguarda sono serena e non ho più quel distacco che prima si creava tra medico e paziente… mi sento come in una seconda famiglia e non ho alcun disagio nel confrontarmi con altre persone e questo mi fa stare bene. Avere il diabete non è bello… anzi bisogna stare molto attenti, soprattutto quando si sa che un diabete scompensato può portare alle complicanze e di questo ne siamo tutti consapevoli. Ma… se si affronta la vita con pazienza, armonia e naturalmente cercando il confronto con le altre persone e anche con operatori esperti, che sanno agire nel modo opportuno ed essere presenti nei modi corretti… è possibile trovare le soluzioni più adatte per ognuno di noi”
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