Giovedì 09 Feb

Il diabete e il percorso di adattamento

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Se nel corso della vita di una persona avviene un cambiamento inaspettato e non voluto è la persona stessa, nel suo insieme di emozioni, sentimenti, pensieri e progetti che subisce un mutamento improvviso.

Ciò che prima era chiaro e limpido all’improvviso si oscura.

Quando nella vita di una persona insorge una malattia cronica come il diabete, il cambiamento è inevitabile.

All’inizio è una realtà difficile da accettare, in quanto non risulta facile incorporare la presenza della malattia nella propria immagine di sé e sentirsi bene con se stessi.

Per di più, bisogna considerare gli effetti che una tale situazione ha sugli altri e sull’ambiente sociale in cui vive la persona.

Maria ricorda che "mi dissero di prenotare la visita presso l’ambulatorio di diabetologia…la cosa all’iniziomi lasciò perplessa. In ogni caso prenotai ed andai a fare il prelievo".

Il diabete richiede un cambiamento delle condotte e stile di vita.
Il signor Antonio racconta che"è iniziato un lungo periodo dove tutto doveva essere cambiato, niente di quello che facevo prima andava bene !!"

Si tratta di cambiare, all’interno della propria vita, le proprie abitudini alimentari, seguire correttamente una terapia, imparare a fare l’insulina, se necessaria, ed acquisire la capacità di gestire la vita quotidiana.
Vengono richiesti controlli e visite periodiche.

Gli insuccessi terapeutici che si possono verificare possono essere vissuti come insormontabili.
Il senso di benessere, le aspirazioni ed aspettative che avevamo delineato nella nostra vita vengono influenzate dall’evento inusuale e, talvolta, sembrano diventare irraggiungibili e irrealizzabili.

Ne consegue una serie di reazioni emotive che, pur abbastanza uniformi nella loro esteriorità, si presentano con caratteristiche diverse per ciascuna persona.
Possiamo provare stupore poiché non si capisce cosa stia accadendo, altre volte si prova rabbia per quello che è accaduto.

Paola, ad esempio racconta "…Ricordo che la scoperta del diabete fu improvvisa.
Nei mesi precedenti all’esordio stavo dimagrendo, bevevo tantissimo, mi sentivo sempre molto stanca.
Non conoscevo il diabete e all’interno della mia famiglia non c’era nessuno affetto da questa malattia.
Un giorno decisi di parlarne con il medico di famiglia il quale mi prescrisse una serie di esami, tra questi c’era anche la glicemia. Prenotai il controllo presso l’ambulatorio di diabetologia."

Talvolta possiamo rifiutare e non accettare la nuova situazione; intellettualmente riconosciamo la malattia ma neghiamo le emozioni che da essa scaturiscono.

Paolo nel ricordare la sua storia dice che "Non è stato tutto così facile; ci sono stati dei periodi in cui facevo fatica a capire quello che stava accadendo.
Ricordo che quando facevo le superiori incontrai un gruppo di ragazzi che mi prendevano in giro
per il diabete ed io mi

sentivo triste, insicuro a volte persino spaventato. Poi una insegnante si accorse di questa situazione e decise di organizzare degli incontri per parlare del diabete..."

A questo punto è importante che la persona con malattia cronica sia aiutata a comprendere la nuova condizione ed abbia la possibilità di ritrovare e ricostruire un nuovo equilibrio ed impegnarsi a mantenerlo superando gli stimoli negativi legati alla malattia.

Riccardo continua la sua storia "….Furono invitati i medici che mi seguivano con regolarità.
Fu un giorno importante per me. Uno dei medici disse che per controllare il diabete, imparare a gestire questa malattia, imparare a riconoscere i sintomi di una ipoglicemia bisogna essere persone intelligenti e capaci… Da allora quei ragazzi smisero di deridermi."

Il tempo aiuta a comprendere ed allora riusciamo ad acconsentire al nuovo stato, ritroviamo un equilibrio emozionale grazie al quale è possibile sostenere più serenamente il trattamento nella vita quotidiana e le diverse implicazioni personali, familiari, professionali e sociali.

Utilizziamo il termine acconsentire poiché contiene il significato di un consenso positivo a ciò che avviene, poiché accettare è talvolta vissuto dalle persone come una sorta di resa incondizionata.

Ecco le esperienze di Giorgia che dice "Ho imparato a conoscere il diabete un po’ alla volta e a capire cosa era importante che io facessi per continuare a star bene ed a vivere la mia vita."

Andrea "Negli anni successivi ….. ho conosciuto la mia compagna. Inizialmente avevo paura a parlare del diabete, avevo paura che lei non riuscisse a capire o che si spaventasse, poi con il tempo imparando a conoscerci siamo riusciti a parlare anche del diabete."

Il Cambiamento
Le risorse per far fronte alla nuova situazione comprendono le cure mediche, ma anche il sostegno da parte della famiglia, amici, colleghi, associazioni dei pazienti.

I familiari vanno coinvolti sin dall’inizio nella definizione delle cause della malattia e nelle soluzioni da prospettare al di là della semplice prescrizione farmacologica se si vogliono porre le basi per un trattamento corretto ed efficace.
Da parte degli operatori o équipe curante l’obiettivo è aiutare la persona ad aiutarsi, renderla capace di affrontare le varie situazioni in maniera autonoma ed accettare i conflitti, non più come minaccia della propria identità, ma come momenti di crescita.

Si tratta di offrire un approccio all’aiuto, che non vuole sostituirsi alle persone, ma risvegliare in loro risorse trascurate e trovare in se stesse le energie mentali ed emotive per avviare una nuova fase della propria biografia, della propria vita.

É una forma di investimento che va oltre la motivazione, la persona deve poter comprendere che quanto sta facendo è utile e serve a se stessa, l’obiettivo è raggiungere un nuovo stato di benessere e soddisfazione personale, sapendo che quanto sta realizzando è importante e... "ne vale la pena".

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