Giovedì 23 Feb

Le vostre domande e le risposte degli esperti - Dicembre 2011

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Sono diabetica, insulino-dipendente alla 12a settimana di gravidanza: posso continuare a fare movimento? Io cammino molto, ma c’è uno sport che potrebbe aiutarmi a tenere le glicemie sotto controllo, senza rischi per il mio bambino?
Può certamente continuare a fare attività fisica anche in gravidanza, sebbene a intensità moderata.
Come tipologia di attività sarebbero senz’altro indicati il cammino e il nuoto.

Mio figlio, 13 anni, diabetico da quando ne aveva 8, fa sport normalmente (calcio): quali sono gli accorgimenti da osservare per evitare ipoglicemie? Può bere il tè zuccherato che l’allenatore porta durante le partite di calcio?
Per suo figlio l’accorgimento più importante è quello di controllarsi la glicemia prima della partita, durante l’intervallo e alla fine dell’attività.
In base ai valori glicemici potrà scegliere se bere tè zuccherato (glicemie inferiori a 120 mg%) o acqua (glicemie superiori a 120 mg%). Anche durante gli allenamenti è importante controllare la glicemia ogni 30–45 minuti.
L’ideale è avere delle glicemie tra 100 e 160 mg%.

Sono un ragazzo di 16 anni, diabetico dall’età di 3 anni. Ho un discreto controllo glicemico (7,5 di glicata), ma vorrei migliorare. Il mio diabetologo mi ha consigliato il microinfusore, ma non mi darebbe problemi nello sport? Gioco a calcio (2 allenamenti e 1 partita a settimana).
Il microinfusore è ideale per chi fa attività fisica perché consente di variare la velocità di infusione basale in funzione della glicemia e della durata dell’attività; inoltre, in presenza di picchi iperglicemici pigiando semplicemente un tasto si può fare un bolo di insulina di correzione.
Gli strumenti attuali sono validi anche per uno sport come il calcio, in quanto sufficientemente protetti e robusti, peraltro vanno tolti o impermeabilizzati durante la doccia.
Ho 56 anni, recentemente mi hanno diagnosticato il diabete tipo 2.
Quali sono le corrette norme per l’autocontrollo?
Quante volte al giorno? Quando? Dopo quanto tempo dai pasti?

Le norme per l’autocontrollo dipendono dal tipo di terapia. Secondo gli Standard di Cura Italiani i pazienti in terapia con molteplici iniezioni di insulina al giorno dovrebbero misurare la glicemia almeno prima dei pasti (per decidere la dose di insulina da somministrare) e al momento di andare a letto (per prevenire ipoglicemie notturne), mentre per i pazienti in terapia “mista”, con antidiabetici orali e insulina, il numero di controlli glicemici quotidiani dovrebbe essere pari al numero di iniezioni + 20% circa.
I pazienti in terapia ipoglicemizzante orale con farmaci che possono dare ipoglicemia (sulfoniluree) dovrebbero fare un numero di controlli glicemici pari a un profilo settimanale su 4 punti, o un numero di controlli maggiore, fino a 2 misurazioni die in presenza di rischio elevato di ipoglicemia o conseguenze potenzialmente gravi dell’ipoglicemia. La frequenza di automonitoraggio dovrà essere aumentata in caso di malattie intercorrenti o di squilibrio glicemico.
Per i diabetici non in terapia farmacologica o che assumono farmaci che non creano ipoglicemia (insulinosensibilizzanti), non vi sono particolari raccomandazioni. Nel diabete tipo 2 non trattato con insulina, generalmente non è necessario eseguire l’autocontrollo ogni giorno.
Se il controllo glicemico è stabile potrebbe essere misurata la glicemia prima e dopo alcuni pasti selezionati per evidenziare eventuali iperglicemie postprandiali, o per comprendere meglio l’effetto della dieta e adeguare di conseguenza il trattamento.
Invece, in presenza di sintomi ipoglicemici, in caso di infezioni, viaggi o stress, o dopo modifiche della terapia farmacologica, dell’alimentazione, dell’attività fisica, dello stile di vita, o quando vi è un peggioramento dell’HbA1c, potrebbe invece essere utile eseguire, per brevi periodi, un autocontrollo più intensivo, per creare dei profili glicemici che possano permettere di identificare andamenti glicemici ripetitivi e quindi adottare le misure necessarie sulla base di questi risultati.
Tali profili possono essere creati eseguendo 5–7 misurazioni al giorno per 1–3 giorni la settimana (prima e due ore dopo i pasti), o test a scacchiera, che prevedono misurazioni pre e post-prandiali a pasti alternati nel corso di una settimana.