Un passo dietro l'altro
Il 13 maggio si è conclusa l’edizione 2010 dell’iniziativa “Un passo dietro l’altro… da un mare all’altro”.
Pensavamo fosse una follia. L’idea era simpatica, originale, accattivante, ma poteva tradursi in molti modi… non tutti positivi. Dopo lecite titubanze, l’idea ha prevalso su tutto e abbiamo fatto il primo passo. È chiaro che il primo passo porta con sé la freschezza di un inizio, ma senza dubbio contiene anche l’incertezza di un nuovo cammino. Ora che il percorso si è completato ci possiamo voltare e permettere di gustare una scia lunghissima, fatta di 480.000 passi, che dividono Ancona da Talamone, l’impossibile dal fattibile.
Questi 380 km ci hanno permesso di vivere con pienezza, lentezza e consapevolezza ogni momento, fatto di aspettative deluse e traguardi invece inaspettati. Ogni scenario che si apriva era diverso dal precedente, nei colori, nei suoni, negli odori e arricchiva il teatro interiore di ognuno, rafforzando anche la fiducia nel compiere la propria impresa.
Il viaggio individuale verso lidi più o meno noti ha trovato la possibilità di espandersi e di arrivare all’altro, trasmettendo un’eco sempre più forte, e nitida, man mano che i giorni passavano. Gli anelli della catena si congiungevano a ogni tappa con più vigore, finché l’individualità è finalmente confluita in una collettività motrice che ha permesso all’ideale di diventare reale, nonostante le debolezze, la stanchezza fisica e le difficoltà ambientali.
Tutti i partecipanti hanno avuto benefici da questa lunga traversata di 14 giorni e li porteranno sicuramente dentro come un ricordo di un’esperienza unica, dello spirito e del corpo. Il cammino è stato anche verso uno stato di salute migliore. Nelle figure del pdf allegato si vedono i benefici delle 38 persone che hanno partecipato al coast to coast, “divise” in base al peso corporeo normale (indice di massa corporea (BMI) meno di 25 kg/m2), sovrappeso (BMI 25-30) o obeso (BMI sopra 30). Si sono ridotte la massa grassa, la pressione arteriosa e la circonferenza vita, mentre è aumentata la massa muscolare. La tabella permette a ciascuno di calcolare i benefici che può attendersi da una camminata a tappe, per ciascun km percorso. I risultati positivi sono stati ottenuti anche grazie a un’introduzione corretta di cibo, tale da consentire l’attività motoria, ma anche un bilancio energetico negativo di circa 1000 kcal al giorno. In sostanza, trascorrendo 14 giorni senza dubbio piacevoli, siamo riusciti a creare diversi equilibri: nel gruppo, nella patologia e soprattutto nell’autoconsapevolezza di essere parte rispettosa di un ecosistema.
Quanto di positivo è stato sperimentato sarà ancor più fortemente riproposto il prossimo anno, nella speranza che tanto di ambizioso quanto di reale sia alla portata di molti. Affinché il viaggio sia fattibile, anche per i non allenati, proponiamo dei consigli di allenamento nel sito www.unipg.it/curiamo.



