Giovedì 09 Feb

Come si può capire se la sindrome metabolica ci riguarda?

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La sindrome metabolica è un insieme di fattori di rischio per malattie cardiovascolari e diabete mellito di tipo 2. Questi fattori di rischio sono un aumento della glicemia (sopra 100 mg %), l’aumento della pressione arteriosa (più di 130 di massima e 85 mmHg di minima), un aumento dei trigliceridi sopra 150 mg %, un colesterolo HDL (buono) inferiore a 50 mg % nelle donne e 40 mg % negli uomini e una circonferenza della vita aumentata (obesità viscerale).
La coesistenza di questi fattori di rischio era nota da diversi decenni e la ricerca più recente ha dimostrato che la resistenza all’insulina (l’ormone che riduce la glicemia) rappresenta il possibile legame che giustifica la loro frequente compresenza.

Gli studi epidemiologici hanno dimostrato che la sindrome metabolica è una patologia molto diffusa e in continuo aumento in tutto il mondo a causa della modifica dello stile di vita per la riduzione dell’attività fisica e la non equilibrata assunzione di cibo.
Di conseguenza, la sindrome metabolica è diventato un problema clinico e di sanità pubblica molto rilevante.

Infatti l’associazione dei vari fattori di rischio comporta un aumento di tre, quatto volte delle patologie cardiovascolari quali l’infarto del cuore e l’ictus cerebrale, che sono le più comuni cause di morte o di riduzione degli anni di qualità di vita.

Lo scorso ottobre è stato pubblicato sull’importante rivista scientifica Circulation un documento prodotto da esperti di varie società scientifiche (l’International Diabetes Federation, l’American Heart Association, l’International Atherosclerosis Society e l’International Association for the Study of Obesity) che propone i nuovi criteri diagnostici per la sindrome metabolica.

Con questo articolo vogliamo offrire ai lettori la possibilità di verificare se la sindrome metabolica è una patologia che li riguarda o meno.

Accertarsi della presenza della sindrome metabolica è importante non solo per capire se si è esposti a un rischio elevato di malattie cardiovascolari ma, soprattutto, per poter migliorare il proprio stato di salute.

Infatti, la sindrome metabolica si cura benissimo con il miglioramento dello stile di vita in quanto è ben dimostrato che l’esercizio fisico costante associato a una sana dieta ha effetti benefici combinati su tutti e cinque i fattori presenti nella sindrome metabolica.

Il documento originale, in inglese, sui nuovi criteri diagnostici della sindrome metabolica è scaricabile gratuitamente nel sito della rete: http://circ.ahajournals.org/cgi/content/
full/120/16/1640
.

Noi vi abbiamo preparato una tabella in cui trovate i cinque fattori di rischio.
Per fare l’autodiagnosi di sindrome metabolica vi servono un centimetro da sarto e analisi recenti della glicemia, colesterolemia HDL, trigliceridemia a digiuno e la misurazione della pressione arteriosa.

Il centimetro da sarto serve per misurarsi la circonferenza vita.
Per fare una misurazione accurata bisogna stare in piedi, respirare normalmente e sistemare orizzontalmente il centimetro all’altezza dell’ombelico.

I valori di riferimento della circonferenza vita riportati in tabella sono validi per la popolazione dell’area mediterranea, se si hanno origini diverse cambiano i valori.
Ad esempio per i nordeuropei, che hanno in media una statura più alta della nostra, i valori patologici di circonferenza vita sono più alti (donne sopra 88 e uomini sopra 102 cm).

Nella tabella che abbiamo preparato mettete un punto per ciascuno degli spazi vuoti accanto ai cinque fattori di rischio.

Se totalizzate un punteggio di tre o superiore la diagnosi di sindrome metabolica è fatta.

Rivolgetevi al vostro medico di famiglia o al diabetologo di fiducia per avere tutte le informazioni sulle cose da fare per ridurre il rischio cardiovascolare.

Su questo argomento guardate anche i numeri precedenti di Vivere il Diabete o navigate nel nostro sito in rete.

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